Il confronto tra Nardella e Mattarella a Napoli, poi l'incontro con Godart. Il Colle non ha detto no Palazzo Vecchio ci crede: riportare tutti gli arazzi medicei a Firenze è un obiettivo difficilissimo ma non impossibile. Occorre solo convincere il Presidente Sergio Mattarella a lasciar andare, o meglio far tornare, la «sua metà», le dieci opere dei maestri fiamminghi che risiedono al Quirinale affinché la collezione di Cosimo I possa rimanere unita anche dopo il 15 febbraio, quando terminerà la mostra nel Salone dei Dugento. E il sindaco Dario Nardella porta avanti la sua opera di convincimento a piccoli passi. Dopo un primo colloquio al Quirinale, il sindaco e il Capo dello Stato si sono rivisti il 13 dicembre a Napoli, alla prima della Carmen al San Carlo diretta da Zubin Mehta. Anche in quell'occasione Nardella ha affrontato l'argomento con Mattarella. E il Capo dello Stato non avrebbe chiuso completamente alla possibilità. Non si può parlare di apertura, bensì di un piccolo spiraglio. Quanto basta per alimentare la speranza nelle stanze del Comune di Firenze. Al San Carlo c'era anche Dario Franceschini, titolare del ministero dei Beni culturali, che potrebbe giocare un ruolo importante nella partita. Lo spiraglio che si è aperto al teatro di Napoli ha spinto il sindaco Nardella ad incontrare, tre giorni dopo, mercoledì della scorsa settimana a Roma, il consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, Louis Godart. Ovvero l'uomo che ha l'ultima parola sulle questioni artistiche legate al Quirinale. E anche in questo caso la risposta da parte dello storico dell'arte belga non sarebbe stata una chiusura al trasloco definitivo degli arazzi a Palazzo Vecchio, al netto delle enormi difficoltà che l'operazione certamente comporterebbe. La «porta» della trattativa non è «spalancata» ma nemmeno «chiusa». Quindi, nonostante il percorso sia considerato molto difficile, si pensa che continuando a giocare di squadra da una parte i senatori toscani capeggiati da Rosa Maria Di Giorgi, dall'altra la Fondazione Angeli del Bello con la loro petizione online (anche sul sito del Corriere Fiorentino) e la petizione parallela di Livio Fani e degli Amici dei Musei e soprattutto dopo l'intervento diretto dell'ex ministro Antonio Paolucci, che ha firmato per lasciare gli arazzi a Firenze dopo essersi speso in prima persona con Godart, si possa arrivare al risultato sperato. Anche Mattarella ha dimostrato ammirazione verso la mostra, «Il Principe dei Sogni», curata dallo stesso Godart, che la storica dell'arte Cristina Acidini ha definito «la Cappella Sistina di Firenze». La petizione lanciata da Giorgio Moretti, presidente degli Angeli del Bello è a buon punto: sono state superate le 1.500 firme, e dal sito dell'associazione è anche possibile scaricare il modulo per la firma da riconsegnare alla piazzetta dei Tre Re. Firme che saranno portate, a metà febbraio, dopo la conclusione della mostra, a Mattarella.