Era il 1971 quando l'avvocato Sante Bordone comprava dalla parrocchia di San Giorgio Martire (autorizzata dal vescoco), il complesso "Solignano Vecchio", che comprendeva chiesa di San Giorgio con annesso campanile e dell'attiguo podere agricolo con sovrastanti fabbricati rurali, facendone la propria residenza di campagna, ma lasciando alla parrocchia la possibilità di usufruire della chiesa. Nel 2005 - 34 anni dopo - la parrocchia avanza però la pretesa che quel rogito di vendita sia nullo perché il complesso era vincolato dalla Sovrintendenza. E pochi mesi dopo la Direzione Regionale per i Beni culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna conferma che la compravendita debba ritenersi non valida. Alla decisione l'avvocato Bordone e i suoi eredi hanno fatto ricorso e dieci anni dopo hanno ottenuto giustizia. Il Tar di Bologna ha infatti disposto che l'atto di vendita del complesso, firmato nel 1971, è da considerarsi valido anche perché il vincolo storico-artistico contestato non esisteva. "Solignano Vecchio" resta quindi di proprietà degli eredi dell'avvocato Bordone, difesi dai legali Alberto e Guglielmo Della Fontana, che comunque mai se n'erano privati in attesa proprio della decisione del Tar. L'area, invece, è nettamente migliorata rispetto al 1971 proprio grazie agli interventi di riqualificazione apportato dai proprietari. Di contro la parrocchia, come prevedono gli accordi di 44 anni fa, può usare la chiesa e il piazzale per ogni iniziativa ecclesiastica o per la sagra di San Giorgio Martire.(fd)