Risposta sollecita come non mai, ma secondo noi non risposta, la lettera degli assessori Martinelli, Rebecchi e Nobis apparsa sulla Gazzetta del 9 dicembre in riferimento alla nostra del 6 diecembre. Ancora una volta ci viene spiegato che il ponte ciclopedonale a Catena è candidato al bando regionale che incentiva misure di mobilità ciclistica e che quindi la realizzazione di un ponte carrabile esula dagli obiettivi del bando. Ma se l'obiettivo del bando è il sostegno alla mobilità ciclistica nelle aree urbanecon particolare riferimento al miglioramento della qualità dell'aria e alla riduzione delle emissioni di Co2, ci permettiamo di dubitare che un ponte ciclabile a Catena, con il prolungamento dell'attuale pista, possa realizzare tale obiettivo. Giusto favorire l'uso delle biciclette al posto delle automobili, ma in città, non ai margini. Il bando suppone spostamenti in ambito urbano che non superano i chilometri (pagina 3), da fare in bicicletta anziché in auto; si riferisce cioè a un traffico tipicamente urbano e non d'attraversamento, come invece è quello che soffoca corso Garibaldi, via Trieste e via Pomponazzo. Per abbassare il Co2 in città occorre far andare ai margini le auto, non le biciclette! Per questo si chiede il ponte carrabile e non solo da noi (opposizioni e altri come Cesare Nicolini). Quanto alle difficoltà di realizzazione del ponte carrabile, come al solito si sottolineano i pareri ripetutamente negativi della Sovrintendenza. Esaminiamoli: 1) Impatto gravissimo e pertanto non accettabile sul profilo consolidato della città. 2) Incremento del traffico sul lungolago di Mantova che, invece, dovrebbe finalmente vedere attuata la sua naturale vocazione ad uso pedonale. (nota del 12.8.2003, ribadita il 5.3.2007). Pareri, a dir poco, sconcertanti. Infatti: 1) Un ponte carrabile, anche sui moli del porto, non comporterebbe alcun impatto sul profilo della città (per rendersene conto, basta andare a guardare il profilo di Mantova da qualunque angolatura, facendo una biciclettata lungo la sponda del lago inferiore, dal Campo canoa fino alla diga). 2) La vocazione pedonale del lungolago è pienamente realizzata proprio là dove c'è la strada carrabile (Lungolago Gonzaga e Lungolago Mincio. Per rendersene conto, basta fare lì una passeggiata in qualunque bella giornata, soprattutto se di festa). In ogni caso, ci spieghi la Sovrintendenza qual è la vocazione di strade come corso Garibaldi, via Trieste e via Pomponazzo. I nostri assessori dichiarano infine che il ponte carrabile in base all'analisi dei flussi di traffico non risolverebbe il problema della viabilità dell'area di Fiera Catena. Ci permettiamo di dubitarne e di credere piuttosto al buon senso. Guardiamo la cartina di Mantova: la circonvallazione (ora chiamata anello periferico di scorrimento) a est, dal lungolago Gonzaga, volta bruscamente all'interno, prima in piazza Arche-via Pomponazzo e poi in via Fondamenta-via Trieste-corso Garibaldi: esattamente le strade che sopportano un traffico di attraversamento proprio della circonvallazione. La quale, per essere tutta esterna come dovrebbe, ha soltanto bisogno di un ponte carrabile che prolunghi il lungolago. Crediamo sia proprio una questione di buon senso. Perciò siamo sempre stupiti dei no alla nostra richiesta. Auguriamo, comunque, buone feste al sindaco e ai suoi assessori.