L'idea di uno spazio per mostre ma anche per tutte le espressioni artistiche. A marzo il Festival d'arte contemporanea alle Fruttiere con installazioni in città MANTOVA. Una specie di Beaubourg, dove non si tengano solamente eventi espositivi, ma anche concerti e spettacoli teatrali, dove possano trovare spazio le diverse espressioni artistiche per esercitare una forte attrazione anche nei confronti del mondo giovanile. Il Centre Georges Pompidou di Parigi vuole essere un punto di riferimento per il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, per quello che sarà il futuro di Palazzo Te e del suo Centro internazionale di arte e di cultura. Il sindaco ha riunito martedì nel suo ufficio quello che presto potrebbe diventare il Comitato scientifico del centro per analizzare la situazione e porre le basi per un processo di rinascita. Seduti al suo fianco Umberto Angelini, presidente della Fondazione Teatro Grande di Brescia, Giovanni Agosti, storico dell'arte, Stefano Boeri, architetto, Stefano Baia Curioni, storico dell'economia e direttore della laurea specialistica di Economia per l'arte e la cultura in Bocconi. E ancora, la direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma Cristiana Collu - uno dei 20 musei italiani diventati autonomi -, la docente di economia e turismo dell'Università Bocconi di Milano Cristina Mottironi e la manager culturale Francesca Colombo. Al vertice hanno preso parte anche l'assessore alle Relazioni internazionali Lorenza Baroncelli, il direttore dei musei civici Stefano Benetti, Emanuela Medeghini che ha lavorato alla candidatura di Mantova Capitale Italiana della Cultura 2016, Elena Paganini Froldi, referente per i progetti speciali e dello staff del sindaco. «Stiamo lavorando per il rilancio della governance del Centro - ha annunciato Palazzi -. Nel frattempo dobbiamo affrontare il tema del ripianamento dei debiti del Centro Te, che ereditiamo. Siamo consapevoli che non si potrà iniziare una nuova fase senza che la situazione attuale venga risanata. Stiamo costruendo un piano strategico per il Centro Te, unitamente al programma di Mantova Capitale. La città ha saputo in varie fasi innovare l'industria culturale in Italia, ciò successe con la grande mostra al Ducale del 1961 sul Mantegna, così come è successo 20 anni fa con la nascita del Festivaletteratura. Proviamo adesso ad essere nuovamente anticipatori». Un occhio di riguardo - e la presenza della Collu è significativa a questo proposito - sarà mantenuto per l'arte contemporanea: proprio Palazzo Te, nella prossima primavera, dovrebbe ospitare il primo evento di Mantova Capitale italiana della Cultura 2016, un festival dell'arte contemporanea che dovrebbe svilupparsi alle Fruttiere e anche con installazioni in città. Ieri a ciascun partecipante è stato assegnato l'incarico di approfondire e stilare un budget per eventi mirati, tra meno di un mese si farà il punto. «I partecipanti all'incontro - ha concluso il sindaco - sono amici che con grande affetto nei confronti di Mantova dedicano alla città tempo ed intelligenza».