Forse il sindaco Luigi Brugnaro pensa - si potrebbe dire con una battuta - che lei abbia la chiave giusta per completare il rilancio della Fondazione Musei Civici, rafforzandone anche la dimensione aziendale. Sta di fatto che - come anticipato dal nostro giornale e su input di Brugnaro, vicepresidente di diritto - il Consiglio di amministrazione della Fondazione Musei Civici ha nominato ieri Mariacristina Gribaudi presidente dell'istituzione, prendendo il posto di Walter Hartsarich, che l'ha guidata negli ultimi anni. Perché sono appunto le chiavi, il core business della Keyline, l'azienda di Conegliano che produce appunto chiavi e macchine duplicatrici che guida Mariacristina Gribaudi, prima presidente al femminile dell'istituzione. «Ringrazio il sindaco Brugnaro e i consiglieri per la fiducia dimostrata nell'affidarmi questo incarico», ha detto Gribaudi al termine della riunione. «Da parte mia mi appresto ad affrontare il lavoro che ci attende consapevole dell'importante e della responsabilità di un ruolo istituzionale di rilievo per la città di Venezia nel contesto internazionale, forte del valore aggiunto dato dalla sinergia creatasi tra il mondo della cultura e dell'Università e il mondo imprenditoriale». Mariacristina Gribaudi nasce a Torino da un'antica famiglia di imprenditori che operava nel mondo della ristorazione collettiva. Si è trasferita nel Veneto nel 1970 lavorando fino al 1996 nel business familiare per poi entrare nei primi anni 2000 nell'impresa del marito Massimo Bianchi con il quale si alterna ogni tre anni nel ruolo di amministratore unico di Keyline Spa. Gribaudi guida un Consiglio di amministrazione della Fondazione Musei fatto tutto di imprenditori, e in cui l'unico rappresentante che, pur da economista aziendale, abbia un legame con il mondo della cultura, è il docente cafoscarino Bruno Bernardi, presidente del Collegio didattico del corso di laurea magistrale interfacoltà in Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali, e in quota Forza Italia. L'altra new entry al femminile in Consiglio è infatti Barbara Nino, già presente alle elezioni nella lista Brugnaro, consigliere dell'azienda di famiglia, la Nuova Amit srl, con sede a Marghera, che si occupa di recupero e smaltimento di rifiuti e bonifiche ambientali. E un imprenditore è anche l'unico consigliere riconfermato dalla passata gestione, l'ingegner Roberto Zuccato, presidente di Ares Line, multinazionale delle poltrone per ufficio e teatro e presidente di Confindustria del Veneto. È chiaro a questo punto che tutta la parte di programmazione culturale della Fondazione - pur in ovvia sintonia con il Consiglio a cui spetteranno le linee-guida - resterà al direttore scientifico Gabriella Belli, che Brugnaro ha lasciato al suo posto, visto che tra l'altro il Comitato scientifico dell'istituzione, che pure vantava nomi illustri, da Umberto Eco a Jean Clair, si è di fatto riunito una sola volta dalla creazione della Fondazione Musei e non ha dunque voce in capitolo nei programmi dell'istituzione.