Confcommercio non si presenta all'assemblea convocata all'Hotel Duomo salta il tentativo di scegliere il progetto alternativo a piazza Manin Poteva essere l'occasione per un tavolo congiunto tra bancarellai e associazioni di categoria sul futuro degli ambulanti del Duomo ormai da quasi due anni in piazza Manin. Un'occasione anche per analizzare il progetto di Confcommercio per una nuova sede dei banchi, fino ad ora presentato solo a quei pochi commercianti che sono andati nella sede di Corte Sanac. Proprio per questo i coordinatori della commissione di mercato del Duomo avevano invitato ieri pomeriggio all'Hotel Duomo sia Confesercenti che Confcommercio. Ma se la prima era presente con il suo responsabile area pisana Giulio Garzella, Confcommercio non ha accettato l'invito come ha spiegato il suo direttore Federico Pieragnoli in una nota: «Non saremo presenti all'assemblea perché sarà Confcommercio ad indire giorno e ora per la presentazione di questo progetto, se gli operatori lo chiederanno». A questo punto la discussione è diventata virtuale: da una parte il progetto dell'architetto Salvatore Re commissionato nel 1997 dalla Confesercenti - approvato dagli ambulanti - che prevede le bancarelle nell'area ospedaliera confinante con piazza dei Miracoli ora divisa da un muro (e che resterebbe in piedi con alcune aperture), dall'altra quello di Confcommercio - che però solo in pochi conoscevano - sempre sulla stessa area ma con una diversa disposizione dei banchi e con la creazione di fatto di una piazzetta affacciata su piazza dei Miracoli, frutto dell'abbattimento completo del muro e dell'ex dispensario. Nessun dibattito quindi sui due progetti, ma solo una rottura tra la stragrande maggioranza degli ambulanti e Confcommercio. «Ci devono spiegare ha detto Gianmarco Boni, coordinatore della commissione mercato perché non sono venuti oggi a presentarci il progetto che definiscono risolutivo. Un progetto, secondo loro, che Regione e Comune già conoscono, senza però nessuna consultazione con noi diretti interessati». Boni ha insistito: «Le nostre aziende sono in difficoltà estrema. Per questo vorremmo tanto che Confcommercio ci risolvesse i problemi con questo progetto, anche se negli ultimi mesi non ha mai più partecipato alle nostre assemblee. Ma dovremmo credere nei miracoli, visto che ci sono almeno due interventi (abbattimento del muro e dell'ex dispensario) che la Soprintendenza ha già bocciato. Per non parlare delle bancarelle che sarebbero addirittura appoggiate alle mura». Nessun accenno di polemica, invece, da parte di Giulio Garzella: «Il progetto di Confcommercio è nella loro sede: ognuno lo può guardare e giudicare. Se fosse la soluzione definitiva noi non avremmo problemi a sposarlo, ma così come appare non ha nessuna possibilità di successo. In questa fase, comunque, la parola spetta solo agli ambulanti». Dal fronte Confcommercio il direttore Pieragnoli va dritto per la sua strada. «La verità è che il nostro progetto presentato al Comune scrive nella stessa nota in cui declina l'invito dell'assemblea in un colpo solo risolve i problemi agli operatori, al Comune, alla Soprintendenza, all'Opera del Duomo e alla città. Una soluzione ottimale, molto diversa dal progetto Re grazie all'affaccio diretto in piazza Duomo, a costi sostenibili e in area non soggetta a vincolo. Fortunatamente noi non dobbiamo caldeggiare scelte di parte conclude né trovare nuovi spazi per la ristorazione in piazza Duomo solo per tornaconto o far investire non si sa come agli operatori oltre 30 milioni di euro».