NATALE spesso è uguale shopping. Ma c'è un posto dello shopping dove non è Natale. È la Stazione marittima. Sembra un salotto buono tenuto chiuso per non farci entrare la polvere. Cinquanta negozi che, a vederli oggi, hanno le saracinesche abbassate, tranne uno di abbigliamento di lusso. L'edicolante e souvenir: «Torni quando arrivano le navi da crociera, aprono allora». Non c'è neppure una segnaletica che indichi da che parte si entra. E arrivarci da piazza Municipio è un'odissea. Eppure quando aprì la galleria commerciale Terminal Napoli, che tra i soci ha importanti società armatoriali crocieristiche, aveva esposto un enorme striscione. «Ce l'ha fatto togliere la soprintendenza», dice il direttore generale Bruno Russo: «La città ci ha voltato le spalle. Il cantiere della metropolitana non doveva arrivare fino a noi, ma fermarsi alla strada di fronte». Di fatto per poter accedere alla zona portuale, si può venire solo fermandosi nel parcheggio della Stazione marittima. Oppure si può accedere dal varco Pisacane per poi tornare indietro. Impossibile raggiungere la galleria dall'autostrada, perché a sbarrare il passo c'è la dogana. La sensazione di chi vuole entrare è di un edificio imprigionato fra sbarre e cancellate. Una parte di città off limits per i napoletani. E quindi anche una fetta di clientela persa per i negozianti della Galleria del Mare. Spesso soggetti alla tirannia delle guide turistiche, che fanno il bello e il cattivo tempo dirottando i crocieristi verso un'altra uscita. Il presidente di Confcommercio Pietro Russo ha sollevato il problema all'incontro di ieri a Palazzo Partanna: «Su quella struttura bisognava ragionare diversamente dall'inizio, evidentemente la mission non doveva essere quella». La galleria esiste da cinque anni, il contratto ai negozi è per sei. Per ora i negozi resistono. Il 2016 sarà l'anno della verità. «Siamo degli eroi insiste il direttore generale del centro commerciale La Stazione marittima di Genova è un vanto per la città. Napoli invece il porto non lo conosce». Poterci entrare, almeno. Catene e catenelle ovunque, jersey stradali con cartelloni pubblicitari che impediscono anche di scavalcarli. Un unico "sentiero" autorizzato, quando si ha un piazzale spalancato davanti (con il monumento con le reliquie di un imprecisato immigrato morto in mare che l'Autorità portuale aveva promesso di eliminare, ma che sta ancora lì). «Hanno chiuso anche il cancello dal lato sbarchi da e per la Sicilia dice uno dei titolari del bar Brasiello qui sono rimasti 2 bar e 3 uffici. C'è il cartello di un centro medico che non ha più aperto e ogni anno inaugurano la stessa chiesa, sempre chiusa anche quella».
Stazione marittima galleria dello shopping con negozi chiusi
La Stazione marittima di Napoli è un luogo di shopping chiuso, con cinquanta negozi che hanno le saracinesche abbassate. Il direttore generale di Terminal Napoli, Bruno Russo, afferma che la città ha "voltato le spalle" alla galleria commerciale. La zona portuale è difficile da raggiungere, con sbarre e cancellate che impediscono l'accesso. I negozi resistono, ma il 2016 sarà l'anno della verità. La Stazione marittima di Genova è un esempio di come un porto possa essere aperto e visitato. I titolari di un bar vicino alla Stazione marittima di Napoli lamentano che sono stati costretti a chiudere due dei loro locali.
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