PROFESSOR Carandini, lo stato di degrado di piazza del Colosseo tra erbacce, vecchie transenne e giardini "arati" è incredibile. «Prima di tutto» risponde l'archeologo «bisogna attuare il progetto Stato- Comune che ricompone tutta l'archeologia dell'area centrale a Roma, cosa che è stata varata ma non attuata». Che fare? «Ci vuole una gestione unitaria, un coordinamento e a seguire mettere il piano in esecuzione, ma ormai non c'è più l'amministrazione. A chi ci si rivolge? Questo è il punto, riprendere l'ottimo progetto e attuarlo. Il problema però è più generale, è Roma». In che senso? «Roma come città in senso laico e come Capitale d'Italia è come se non riuscisse ad esistere. Mentre la Roma imperiale e poi papale, la città che era centro di un cosmo, funziona ancora ma solo con il Vaticano, la Roma come urbe laica, come Capitale, è come un progetto non riuscito, un bambino che si cerca continuamente di far nascere ed è sempre moribondo». Bisogna alzare recinzioni intorno al Colosseo per garantire decoro e sicurezza? «No, si deve mantenere la città viva. Di ghetto in ghetto, di muro in muro, non si risolve nulla». (paolo boccacci)