SIMBOLICAMENTE pesano, se comminati ad un (ex) soprintendente per i Beni Architettonici e del Paesaggio, Giorgio Rossini, all'ex direttore regionale Maurizio Galletti, al funzionario responsabile del procedimento, l'ingegnere Rita Pizzone; all'amministratore della Società Sistema Parcheggi, Maria Teresa Gambino, e al funzionario del Comune, Giorgio Gatti. Si aspettavano una assoluzione. Così non è stato. Ieri, il giudice Giuseppe Dagnino li ha condannati per la violazione dell'articolo 170 del codice dei beni culturali: "per avere destinato un bene vincolato a un uso incompatibile con la sua natura e pregiudizievole per la sua conservazione". Gli alberi sono considerati parte integrante di un parco storico, definito monumento vivente dai giudici della Cassazione che, a suo tempo, avevano convalidato il sequestro dell'area, poi dissequestrata. Loro, i cinque tecnici, hanno sempre sostenuto che l'obiettivo era la riqualificazione dei giardini, mentre il pm Francesco Cardona Albini aveva ribattuto che il taglio di alberi sani contraddiceva questa tesi. Comunque, lo stesso giudice li ha assol- ti dall'accusa di danneggiamento. Gli imputati, dopo la lettura del provvedimento in aula, ascoltato con incredulità, hanno preferito non commentare a caldo. Più tardi, l'architetto Giorgio Rossini, ha detto: «Siamo comunque soddisfatti. La condanna è per un reato contravvenzione e faremo comunque appello. Siamo stati assolti dall'accusa di aver danneggiato il parco. Comunque - ha aggiunto - il pronunciamento rischia di provocare la paralisi di molte vendite e trasformazioni di ex ospedali o altri palazzi, patrimonio immobiliare dello Stato, oggi in vendita». E però Rossini in passato ha lamentato che in nessuna delle vicende giudiziarie, sia in Tribunale, sia alla Corte dei Conti, sia al Tar, nessun politico sia stato coinvolto, lasciando il cerino in mano alla Soprintendenza. A dire il vero davanti ai giudici contabili erano comparsi anche alcuni ex assessori della giunta Pericu (Bruno Gabrielli all'Urbanistica, Arcangelo Merella al Traffico e Claudio Montaldo ai Lavori Pubblici). Più un dirigente dell'ex Provincia. Sono stati tutti assolti, compresi i tecnici. Tornando alla vicenda penale, il pm aveva chiesto condanne dai 4 ai 6 mesi, e come parti civili si sono costituiti il Comitato Parco Acquasola, le associazioni ambientaliste Italia Nostra (assistita dall'avvocato Vincenzo Lagomarsino) e Legambiente (rappresentata da Stefano Bigliazzi e Manuela Mercatelli). L'associazione Comitato Acquasola nel pomeriggio ha diffuso un comunicato. Il presidente, Luca Guzzetti, dopo anni di denunce, manifestazioni, promesse politiche, battaglie giudiziarie giocate sui diversi fronti, ricorsi e controricorsi, si è detto soddisfatto per le sanzioni contro autosilo interrato in pieno centro. Non è mancata la bordata: "Tutto ciò si è consumato nell'assordante silenzio e grave inerzia delle amministrazioni pubbliche, tra cui Comune e Ministero dei Beni Culturali".