IL ministero dell'Ambiente interverrà sulla normativa sul dragaggio e la cambierà per eliminare tutti quei paletti che non hanno consentito finora l'avvio dei lavori. Entro marzo dovrebbe arrivare il via libera. L'annuncio arriva al tavolo di Palazzo Partanna, dove industriali e Confcommercio sono riuniti per presentare il loro progetto di sviluppo sul porto di Napoli. Un documento a cui lavorano da mesi, dove nero su bianco presentano le soluzioni ai tanti problemi dello scalo. A cominciare dalla sicurezza. Gli operatori chiedono di aumentare i turni di vigilanza perché il porto è un obiettivo sensibile. Per finire all'abbandono della galleria commerciale, cominciata con grandi promesse e ora praticamente deserta. «Napoli non merita un porto in queste condizioni », sottolinea Pietro Russo, a capo di Confcommercio Napoli. Una situazione che deriva dall'immobilismo dello scalo napoletano. A finire sotto accusa è la governance (con i sei commissariamenti) e i lavori mai cominciati del Grande progetto, con relativi fondi europei andati persi. «Ma anche se a gennaio, come pare, arriverà il nuovo presidente sottolinea Luigi Salvatori, amministratore delegato di cantieri del Mediterraneo come potrà lavorare bene con una struttura così ingessata come quella dell'Autorità portuale? Servono competenze specifiche e alleggerimenti, anche sul personale ». La prima preoccupazione resta il dragaggio. «Abbiamo sollecitato il ministro Graziano Del Rio e ora qualcosa pare si stia muovendo afferma il presidente degli industriali Ambrogio Prezioso con il tombamento della Darsena di Levante molte cose cominceranno a risolversi. E se non si dovessero sbloccare, ci metteremo davanti alla porta del ministro e non ci muoveremo ». Uno scalo da cambiare, con azioni concrete e soprattutto subito. Ecco i punti salienti del documento, le soluzioni proposte: cambiare il piano regolatore portuale, risolvendo le contraddizioni emerse, «individuando una dimensione conforme del terminal orientale, lontana dal gigantismo ipotizzato». Poi rilanciare la cantieristica, trasformando il porto in uno snodo commerciale- logistico e in un hub turistico. Il primo passo verso la rinascita del porto è il collegamento ferroviario con il terminal merci. «E' indispensabile disporre un'area di ampliamento terminalistico sostiene Prezioso raggiungibile anche via treno e già dotata di infrastrutture. La realizzazione del nuovo collegamento ferroviario tra il porto e il nodo di Napoli Traccia, eliminando il passaggio a livello di via Galileo Ferraris, costituisce una priorità fondamentale per il traffico merci». «Il waterfront deve essere considerato un luogo di condivisione e non di separazione tra città e porto». È necessaria la sistemazione dell'area monumentale del porto che accoglie migliaia di turisti, mai attuata perché sul progetto di Michel Euvédel 2005 è stato messo il veto della Soprintendenza. Sull'argomento, Prezioso chiama in causa l'Autorità portuale. «Il nuovo progetto è stato approvato dal Consiglio superiore dei Lavori pubblici. Spetta ora all'Autorità portuale individuare le forme più adeguate e rapide per la sua realizzazione». Secondo gli imprenditori, la riqualificazione deve essere poi estesa allo stesso edificio dei Magazzini generali e al Molo San Vincenzo.
NAPOLI - Gli industriali: "Porto ingessato opere ferme"
Il ministro dell'Ambiente, Graziano Del Rio, ha affermato di aver ricevuto il documento presentato dagli industriali e che il governo è pronto a intervenire sulla normativa sul dragaggio. Il governo ha anche affermato di essere pronto a lavorare con l'Autorità portuale per risolvere i problemi dello scalo. Il presidente degli industriali Ambrogio Prezioso ha affermato che il governo deve agire subito per risolvere i problemi dello scalo e che se non si sblocca, ci metteranno davanti alla porta del ministro. Il documento propone di cambiare il piano regolatore portuale, rilanciare la cantieristica e trasformare il porto in uno snodo commerciale-logistico e turistico.
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