«RESTAURI e non più crolli ». Vigilia di Natale a Pompei per Matteo Renzi che sintetizza così il senso della sua seconda visita agli Scavi. Dove il 24, alle 11, inaugurerà sei edifici restaurati grazie al Grande progetto Pompei. Con lui, il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, il soprintendente Massimo Osanna e il direttore del Grande progetto Giovanni Nistri. Negli uffici della soprintendenza si lavora al cambio di programma: fino a ieri pomeriggio l'apertura di cinque domus e di una lavanderia era prevista per mercoledì 23. Ad annunciare la sua presenza è stato lo stesso presidente del Consiglio sulla sua pagina Facebook. «Al lavoro in questi giorni prenatalizi. Giovedì 24 inauguriamo la riapertura di sei domus a Pompei che finalmente fa notizia per i restauri e non più per i crolli - scrive Renzi - E nel frattempo cerchiamo di chiudere la legge di stabilità dove le tasse vanno giù e i soldi per scuola cultura e sociale vanno su. Italia, coraggio!». Il premier dicono dal Collegio romano - è rimasto molto colpito dai lavori in corso a Pompei e ha chiesto a Franceschini di spostare di un giorno la cerimonia, anche per tracciare un bilancio del Grande progetto Pompei che termina ufficialmente il 31 dicembre, ma che proseguirà "a scavalco" sulla programmazione Fesr 2014-2020 per consentire il completamento della spesa dei 105 milioni di euro e la chiusura delle opere di messa in sicurezza del sito. È la seconda visita in assoluto che Matteo Renzi fa al parco archeologico. «È la prima volta che vengo a Pompei e ne sono estasiato», esclamò Renzi il 18 aprile scorso, al termine di un tour nella Villa dei Misteri appena restaurata. Renzi e Franceschini ascolteranno il soprintendente Osanna, riconfermato fino al 2018, e il generale Nistri, il cui incarico scade il 31 dicembre: negli uffici pompeiani c'è molta attesa per come proseguiranno le attività del Grande progetto, alla luce del fatto che il direttore generale per legge rientrerà sotto l'egida della Soprintendenza e la segreteria tecnica sarà assorbita negli uffici pompeiani, mentre la struttura di supporto (17 unità, tra cui molti ufficiali dell'Arma) cesserà di operare. Di qui la preoccupazione che si registra in Soprintendenza. I sei edifici restaurati si trovano tutti nella Regio I: c'è la fullonica di Stephanus, una vera e propria lavanderia con vasche per il trattamento delle stoffe, dove venivano utilizzati non solo coloranti e acqua ma anche urina, che si trova sulla centralissima via dell'Abbondanza. E poi cinque domus: Criptoportico, di Paquio Proculo, del Sacerdos Amandus, di Fabius o di Amandius e dell'Efebo. La casa del Criptoportico era in corso di restauro al momento dell'eruzione del 79 dopo Cristo, quella di Paquio Proculo fu attribuita a un candidato al duovirato di Pompei, una sorta di sindaco della città, sulla base dei programmi elettorali dipinti sulla facciata, così come sempre per le iscrizioni presenti in facciata vengono attribuite al Sacerdos Amandus e a Fabius (o ad Amandius) le altre due case vicine. Infine, la quinta casa restaurata, quella dell'Efebo, così chiamata dal rinvenimento di un portalampada in bronzo, oggi al Museo archeologico nazionale di Napoli.