Colosseo, manutenzione addio. Niente più 1,5 milioni all'anno per la cura ordinaria del monumento "bancomat" che finanzia con circa 55 milioni l'archeologia di Roma in mano allo Stato. E invece pronti 15 milioni in tre anni per la valorizzazione del sovrastante Palatino. Più un milione e mezzo (2016 e 17) per un ristorante in cima al colle imperiale, nel palazzo che ospita il museo. Sono queste alcune delle voci della "programmazione triennale" allegata al bilancio della "Soprintendenza speciale per il Colosseo, il Museo nazionale romano e l'area archeologica di Roma". Con i funzionari del centro e del suburbio a chiedere fondi per la conservazione delle antichità statali. E il soprintendente, nella figura dell'architetto Francesco Prosperetti, a cassare le loro richieste. Tra le tante sforbiciate, il taglio più sanguinante appare alla voce «interventi conservativi e di recupero», ossia la manutenzione ordinaria, del Colosseo. «Stupito » del taglio proposto dai Prosperetti si dice Roberto Cecchi, ex commissario straordinario per l'area archeologica centrale di Roma. E protagonista della sponsorizzazione di Della Valle, con i 25 milioni sborsati per il restauro, ancora in corso, del Colosseo. «Non capisco questa scelta dice l'architetto fiorentino Basta investire il 2 di un restauro in manutenzione quotidiana per rendere inutili i costosi interventi straordinari». La settimana scorsa, ai suoi funzionari allibiti, Prosperetti ha spiegato che la manutenzione dell'anfiteatro, affidata oggi a una ditta esterna che garantisce 7 tecnici per turno (girano per ambulacri e corridoio alla ricerca di crepe o cedimenti da riparare), non è più necessaria essendo in piedi i cantieri del restauro Tod's e della Metro C. «Se non ci ripensa, a marzo potremmo dover chiudere l'accesso al Colosseo», si sono lamentati sotto i fornici dell'arena. La squadra della manutenzione svolge, infatti, un fondamentale lavoro in chiave di sicurezza dei visitatori. «Il soprintendente ci ha tuttavia assicurato spiega Claudio Galli della Rsu che la programmazione non è chiusa e che c'è tempo fino a marzo per sanare eventuali criticità». Prosperetti potrebbe, quindi, fare dietrofront. Resta da spiegare se il ristorante del Museo sul Palatino (dal costo di 1.5 milioni) farà traslocare la celebre biblioteca di Giacomo Boni. E resta da riempire di contenuti la voce "Valorizzazione del Palatino" che inspiegabilmente nella sezione "Scavi e restauri" succhia 5 dei 42 milioni del budget annuo. Funzionario responsabile? Lo stesso Prosperetti. Se sotto il Colosso si piange, in periferia non si ride. Ad esempio, niente 300mila euro l'anno per la villa di Livia a Prima Porta. La moglie di Augusto resta a secco. Il bimillenario della morte del principe-marito è passata ormai da un anno.