Ennesimo «regalo» del governo Berlusconi allo spettacolo italiano. Con un colpo di mano a sorpresa, per decreto, il Fus (Fondo unico per lo spettacolo) viene ulteriormente decurtato di 22,70 milioni di euro, in tre anni (5.49 subito; 11.49 il prossimo anno e 5.72 nel 2007). Tutto certificato in un decreto-legge, firmato Berlusconi-Siniscalco, presentato in questi giorni al Senato e del quale la commissione Finanze ha avviato l'esame. I quattrini «rapinati» al teatro, alla musica, alla danza e al cinema servono, è scritto nel decreto, a coprire gli oneri per il premio di concentrazione tra le imprese. Una notizia che l'Agis ha accolto con «sgomento». «E tutto questo - denuncia il presidente, Alberto Francesconi - nonostante le nostre ripetute istanze per interventi urgenti per la competitivita dei settori dello spettacolo». Promesse di Berlusconi; promesse prima di Urbani e poi di Buttiglione, tutto fumo negli occhi. «Da questo governo - incalza la responsabile Cultura dei ds, Vittoria Franco - è arrivato il provvedimento che metterà in ginocchio lo spettacolo italiano: si tratta della classica goccia che fa traboccare il vaso. Un ennesimo taglio, che va ad aggiungersi ai tanti che già spettacolo e cultura hanno subito, di tale entità che porterà il settore a livelli dai quali diffìcilmente potrà sollevarsi». L'Agis ha convocato urgentemente il suo comitato di crisi adottare «pubbliche iniziative ed azioni coerenti e conseguenti la gravità della situazione» e ribadisce la necessità del ripristino del Fus almeno alle iniziali previsioni di 500 milioni di euro. Dal canto suo Vittoria Franco, a nome dei Ds, assicura il massimo impegno per cancellare in Senato questa misura «penalizzante», per un settore che la Quercia ritiene «alimento indispensabile per la vita culturale del Paese».