«Non c'è solo il David di Michelangelo alla Galleria dell'Accademia: è un'icona, ma occorre valorizzare le altre collezioni» e quanto ai prestiti di opere «non presterò mai i Prigioni», sempre di Michelangelo. Lo ha detto, presentandosi ieri alla stampa, Cecile Hollberg, nuova direttrice del museo e uno dei manager selezionato dal concorso internazionale bandito dal Mibact per scegliere i responsabili dei 20 "supermusei" dotati di autonomia economica e gestionale in base alla iforma Franceschini. «Ad esempio, la prima mostra che inaugureremo - ha aggiunto la direttrice - sarà dedicata ad un autore non molto conosciuto, Carlo Portelli: prenderà avvio lunedì della prossima settimana». Riguardo al rapporto con i privati, Hollberg ha spiegato che «la ricerca degli sponsor c'è sempre stata, e ci sarà ancora», così come «iniziative ed eventi in museo». Quanto ad uno dei temi "caldi" relativi alla Galleria, il progetto di rinforzo antisismico del David per proteggere il tesoro michelangiolesco, progetto annunciato dal Mibact, Hollberg ha spiegato che «verrà portato avanti: anche se il rischio di un evento di grado 8 sulla scala Richter a Firenze direi che è del tutto improbabile». La responsabile dell'Accademia ha poi tenuto a ribadire «il divieto assoluto di prestare i Prigioni michelangioleschi. Non li daremo mai - ha sottolineato - a nessuno. So che ai musei capitolini è stata fatta richiesta lo Spinario e il Galata e mi sa che sono pure partiti. Ma qua, con me, i Prigioni non partiranno mai». Cecilie Hollberg, 48 anni, è nata in Germania a Soltau, nella Bassa Sassonia. Ha compiuto studi universitari di Storia, Lettere, Scienze Politiche, Lingua e Letteratura Italiana e Tedesca alle Università di Roma, München, Göttingen. È stata funzionario tecnico-scientifico nelle Staatliche Kunstsammlungen Dresden e nel Kulturhistorisches Museum Magdeburg, collaboratore esterno del Deutsches Historisches Museum a Berlino e curatore e coordinatore della mostra per il 600mo giubileo dell'Università di Lipsia. «Non ho portato bacchetta magica dalla Germania - ha detto poi la direttrice - Le file per entrare alla Galleria ci sono e ci saranno sempre, e poi a me piacciono...». Una frase pronunciata comunque con un cenno di scherzo in risposta ad una domanda sul tema. Con riferimento anche a quanto detto poche settimane fa dal nuovo direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, che ha annunciato di volerle eliminare. «Le file resteranno - ha ribadito Hollberg - E questo per vari motivi: non posso ampliare l'orario d'apertura, siamo già al limite. E non posso ovviamente ampliare nemmeno gli spazi. Dunque è inevitabile che le file ci saranno. Del resto le file sono anche in Germania. Non si può fare altrimenti».