LEOPOLDA, il giorno dei ministri. Ben otto, tutti del Pd, sfilano sul palco per rivendicare quanto fatto e an ticipare le prossime mosse. Tra questi Dario Franceschini, che difende la scelta del nuovo direttore degli Uffizi, di nazionalità tedesca: «È un dibattito che dimostra l'arretratezza in cui siamo, se c'è un settore in cui le frontiere non contano e devono contare solo i curriculum è quello della cultura », sostiene il ministro dei beni culturali. Ma non è solo il giorno dell'autocelebrazione. Grande assente dell'esordio, il ministro per le riforme Maria Elena Boschi si materializza a fine pomeriggio in gonna nera, stivali di pelle e camicia fantasia: dalla platea scatta la 'standing ovation' ma lei non concede niente ai retroscena che parlano di imbarazzo per il caso Banca Etruria, dove suo babbo è stato vicepresidente per otto mesi: «Finalmente ci sono. Mi scuso per il ritardo, ho letto ricostruzioni molto fantasiose e alcune divertenti sul perché non fossi qui. Ero semplicemente a fare il mio lavoro sulla legge di stabilità », dice soltanto. Chissà se anche oggi il ministro Boschi sceglierà il dribbling: sebbene tenuti a distanza dalle forze dell'ordine, il via Il Prato, dall'altra parte della tramvia, i risparmiatori che si sono visti azzerare azioni e obbligazioni emesse da Banca Etruria protesteranno in concomitanza con l'intervento di chiusura del premnier Matteo Renzi. E chiederanno anche di in contrare direttamente il capo del governo. Annunciate decine di pullman da tutta Italia, L'Aquila compresa, e anche la partecipazione dell'associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio del 29 giugno 2009. «Il governo farà di tutto per risarcire questi cittadini», assicura il ministro Delrio. Più che per Banca Etruria però, questa sesta edizione natalizia verrà ricordata come la Leopolda del karaoke: in risposta all'Imam di Brest, nel nord della Francia, che vede nella cultura un pericolo, a sorpresa si alzano in platea i coristi del teatro della Pergola intonando 'Azzurro' di Adriano Celentano. Sugli schermi scorrono nel frattempo le parole della canzone e, dopo l'avvio della seconda giornata con le strette di mano e i selfie di Renzi con i partecipanti, la galleria della Leopolda si trasforma d'un colpo in un gigantesco karaoke. Non è l'unico momento ludico, perché fin dalla mattina la platea viene invitata a votare la 'peggior bufala' tra undici prime pagine dei giornali con i titoli riguardanti l'azione del governo. Titoli a tutta pagina che il premier Renzi ritiene smentiti dai fatti. Per il resto la giornata scorre con la maratona degli interventi intervallata dai 'question time' di quattro giovani leopoldini precedentemente selezionati a cui si sottopongono a turno i ministri. Se Poletti (lavoro) annuncia prestiti da 5 a 50mila euro per i giovani che si mettono in proprio, Madia (pubblica amministrazione) rivendica i passi avanti fatti sulla trasparenza. E mentre Gentiloni (esteri) annuncia l'avvio di una soluzione per la Siria, Giannini (scuola) parla delle carenze del diritto allo studio. Alle 19 il ministro Boschi congeda tutti: circa 300 leopoldini concludono la giornata al museo (dall'Opera del Duomo a Palazzo Strozzi) a spese della convention. Per tutti gli altri «abbiamo il principe delle serate fiorentine che è Francesco Bonifazi», scherza dal palco il ministro Boschi a proposito del deputato e tesoriere del Pd. Oggi sarà lo stesso premier Renzi a concludere la Leopolda: il suo intervento finale è atteso poco dopo mezzogiorno. Prima di lui anche il ministro dell'economia Padoan.