UN doppio anniversario il primo anno della Fondazione San Gennaro e il decimo di L'altra Napoli, che la sostiene con un grande progetto festeggiato nelle catacombe di San Gennaro. Per un giorno la chiesa precristiana e la basilica di San Gennaro fuori le mura sono diventate un unico percorso fino ai piedi della collina di Capodimonte, attraverso un presidio ospedaliero che, dopo i tagli della Regione, rischia la chiusura totale. Un convegno moderato da Carlo Borgomeo, presidente dell'altra associazione che sostiene il progetto promosso da padre Antonio Loffredo per la Sanità, la Fondazione con il Sud. Che ha visto gli interventi di Ernesto Albanese (L'altra Napoli), dell'economista Stefano Zamagni, Giuseppe Guerini di Confcooperative, Stefano Longhini di Human Foundation e del presidente Fai Andrea Carandini. Tracciato un bilancio dell'intensa attività, integrata dalle "visioni" e "pensieri" di padre Loffredo (lui li definisce così). Visioni interessanti anche per il governatore De Luca, che ha detto che «Napoli è una miniera d'oro per i beni culturali per la quale si deve combattere la mummificazione che c'è in Italia. Qui c'è un patrimonio unico, che non c'è nè a Firenze nè a Venezia. Dobbiamo stimolare le energie, anche quelle private». De Luca è stato fermato all'ingresso dagli operatori sanitari del San Gennaro in pericolo: «L'apertura dell'Ospedale del Mare prevede, secondo la vecchia delibera 49, la chiusura dei presidi del centro storico. Siamo intenzionati a rivedere quella decisione. Valuteremo come fare, anche tenendo conto del fatto che in certe zone non riesce ad arrivare nemmeno un'ambulanza ». Positivo il bilancio di L'altra Napoli: «Abbiamo recuperato tutto questo con soli 600 mila euro ha ricordato Albanese Ma in noi ha creduto solo la Curia, il Comune non ci ha dato nemmeno una cantina». (stella cervasio)