UN restauro di sei mesi, per cristallizzare il passato. Ritornano i parati originali di un tempo, i mobili ottocenteschi, ripescati dai depositi, persino i lampadari, ripuliti uno ad uno in ogni piano. Il tempo si ferma nelle sale del museo di Villa Pignatelli, gioiello neoclassico della Riviera di Chiaia che riapre al pubblico oggi alle 11. I lavori, iniziati a fine maggio e coordinati dal Polo museale, sono stati realizzati col contributo della Regione (Por Campania con fondi europei del 2007-2013), insistendo su un obiettivo filologico: restituire ad ogni sala la stessa atmosfera di un tempo, tra memorie di salotti mondani e gala da Belle Epoque. Alcuni ambienti dell'edificio riaprono dopo oltre cinquant'anni. Come il cosiddetto "studiolo della principessa" ed il suo boudoir, ambiente privato al primo piano, dove Rosina Pignatelli, ultima proprietaria della villa (che lasciò in eredità allo Stato italiano nel 1952) e dama di palazzo della regina Margherita di Savoia, amava ascoltare con pochi amici i dischi di musica classica, sua grande passione. Torna visitabile anche il "bagno del principe", con la grande vasca in marmo ancora decorata con lo stemma di famiglia. Un'equipe di esperti ha provveduto ad un doppio restauro coordinato dai funzionari della soprintendenza Giosuè De Angelis per la parte architettonica e Antonio Tosini per quella artistica. «Una delle parti più delicate dei lavori - spiega quest'ultimo - ha riguardato gli interventi sui pavimenti in cotto dipinto, prezioso tesoro del piano terra». Ancora, riappare il parato in cuoio con oro impresso a pastiglia che riveste la biblioteca, unica stanza in cui era permesso fumare, custode di duemila volumi (che, con i quattromila "microsolchi" di musica lirica, le sculture ed il ricco apparato decorativo, rappresentano la collezione permanente del museo). Una passeggiata nel più singolare esempio di "dimora museo" rivela scelte e gusti dei suoi precedenti proprietari. Dal primo committente, sir Ferdinand Richard Acton nel 1826, passando per i Rothschild e, infine, i Pignatelli Cortes. «Questa villa - spiega la direttrice Denise Pagano - narra lo stile di un'epoca. Con Rosina, divenne un salotto frequentato dall'alta aristocrazia europea». Un'eco che permane tutt'ora nell'elegante "Salotto azzurro" al piano terra, dove la principessa era solita accogliere i suoi ospiti. Segue quello rosso, un'esedra detta "Pompeiana" dove, durante le serate di danza e festa, le dame erano solite risistemarsi l'acconciatura. Restaurati anche gli spazi del giardino esterno, esteso per tremila metri quadri (e che include il Museo delle Carrozze nelle vecchie scuderie), con lavori all'impianto di illuminazione, di irrigazione e nell'area del tennis e dello chalet svizzero.
Riapre Villa Pignatelli restauro completato per il gioiello dell'800
Il museo di Villa Pignatelli, un gioiello neoclassico della Riviera di Chiaia, riapre al pubblico dopo sei mesi di restauro. I lavori, coordinati dal Polo museale, hanno restituito ad ogni sala la stessa atmosfera di un tempo, con mobili ottocenteschi, lampadari e parati originali. Il museo include ambienti come il "studiolo della principessa" e il "bagno del principe", che sono tornati visitabili dopo oltre cinquant'anni. Un'equipe di esperti ha provveduto al doppio restauro, coordinato dai funzionari della soprintendenza e da Antonio Tosini per la parte artistica.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo