Qui trovò rifugio, dopo la conversione, Lodovico Picenardi, il personaggio storico che ispirò l'autore de «I promessi sposi». Il Comune: «L'edificio non è di nostro interesse» Davanti un ponteggio dimenticato, dietro un fazzoletto d'erba incolta. Il convento dei Frati Cappuccini è diventato, nell'indifferenza generale, un rudere nonostante tra quelle mura in via Mantova, prima periferia di Cremona, abbia trovato rifugio, dopo il celebre duello con il marchese Giovanni Battista Ariberti e la conversione religiosa, padre Cristoforo dei «Promessi Sposi». Alcuni, in realtà, ne contestano le radici cremonesi. Invece Mauro Faverzani, ricercatore e scrittore, non ha dubbi: «Lo stesso Alessandro Manzoni fu in merito molto chiaro. In particolare, nella primissima edizione del romanzo che si intitolava "Fermo e Lucia", annotò: "Il padre Cristoforo da Cremona...". Precisando poco più avanti: "Era figlio di un ricco mercante cremonese'». Gli studiosi hanno identificato il frate a cui si ispirò Manzoni nel personaggio storico del nobile Lodovico Picenardi, morto di peste nel Lazzaretto di Milano. Anche il convento, come il suo illustre ospite, ha avuto una vita tormentata. Da quando, nel 1566, vi si insediarono i frati, è stato distrutto e ricostruito per due volte. Da tempo i religiosi si sono trasferiti ma non hanno scordato da dove, secoli fa, erano partiti. Nel 2007 hanno inviato una lettera al Comune chiedendo di salvare l'edificio. Case e negozi non sono arrivati ma solo perché, nel 2011, la società proprietaria dell'immobile è fallita e così il tribunale lo ha messo sul mercato: 763,33 metri quadri per un prezzo a base d'asta di 271.000 euro. Ma come quelli precedenti, anche stavolta il bando è andato deserto. «Le offerte dovevano essere presentate entro il 30 settembre scorso», spiega il curatore fallimentare Federico Marchesi. Si farà un altro tentativo «perché ci sono, anche se non ancora formalizzate, due manifestazioni di interesse. Il mio compito è cercare di vendere, spetterà all'acquirente decidere, d'accordo con il Comune, il tipo di intervento, se ristrutturare o abbattere». Sempre che si faccia avanti qualcuno, il nuovo proprietario non avrà troppi problemi, né in un senso, né nell'altro. «Non mi risulta che lo stabile sia vincolato», dice l'architetto Alberto Munerati, che ha redatto una perizia sul complesso edilizio. «Le condizioni all'interno? Sono come quelle all'esterno: precarie». Dal Comune fanno sapere che il futuro dell'ex convento «non è alla nostra attenzione» pur precisando che in quel contesto urbano il Piano regolatore non prevede «lavori pesanti di demolizione e costruzione ma solo di ristrutturazione». Tradotto: appartamenti e uffici sì, negozi forse. Anche i Cappuccini e il loro giovane priore, fra' Damiano Ferrario, arrivato da poco sotto il Torrazzo, si sono rassegnati: «Siamo da tanto tempo qui, nella nuova sede». E così tutto fa pensare che un'altra pagina di Cremona, a metà tra storia e letteratura, sia destinata ad essere cancellata. Per l'amarezza di Faverzani: «Ci sono città che hanno imbastito leggende sul nulla mentre in questo caso i fatti sono documentati, certi».
CREMONA-Cremona, è ridotto a un rudere il convento di Fra Cristoforo
Il convento dei Frati Cappuccini a Cremona, dove si rifugiò il personaggio storico che ispirò l'autore de I promessi sposi, è stato oggetto di dibattito sulla sua salvaguardia. Il Comune non è interessato alla sua conservazione, ma alcuni studiosi e residenti sostengono che il convento abbia radici cremonesi. Il curatore fallimentare ha lanciato un bando per la vendita dell'immobile, ma le offerte sono state poco entusiasmanti. L'architetto ha redatto una perizia che non ha trovato vincoli che impedissero la demolizione. Il Comune ha espresso la sua indifferenza, ma ha anche precisato che il Piano regolatore prevede solo ristrutturazione.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo