Un allestimento multimediale nel Palazzo Reale di Milano riproduce fedelmente l'ambiente decorato dal maestro toscano in Santa Croce a Firenze La Sala delle Cariatidi, in Palazzo Reale, presenta fino al 10 gennaio un'installazione multimediale che, a corollario della mostra «Giotto, l'Italia», propone la ricostruzione in scala 1:1 della Cappella Peruzzi in Santa Croce, a Firenze, decorata da Giotto nel primo decennio del Trecento ma gravemente deteriorata dal tempo (e da improvvidi interventi successivi), anche a causa della delicata pittura a secco adottata qui dal maestro. Il Comune di Milano e Palazzo Reale, con il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Bracco, hanno promosso una ricostruzione al vero della cappella, con le decorazioni pittoriche «restaurate» virtualmente sulla base di riprese fotografiche digitali realizzate nell'oscurità più completa e con luce ultravioletta. Tali riprese sono state effettuate all'interno di un progetto di ricerca dell'Opificio delle Pietre Dure di Firenze, affiancato da The Getty Foundation e Villa I Tatti-The Harvard Center for Renaissance Studies. Sulla base dei risultati di tale progetto, un gruppo integrato di ricerca dell'Università di Milano Bicocca e dell'Istituto Bioimmagini e Fisiologia Molecolare del Cnr ha rielaborato oltre 500 fotogrammi a luce Uv e altrettanti a luce naturale, realizzati durante le indagini diagnostiche della Cappella Peruzzi, creando l'inedita esperienza visiva degli affreschi riportati a un livello di leggibilità vicino a ciò che doveva essere l'originale. Le immagini sono proiettate in un'installazione ideata da Mario Bellini (cui si deve anche l'allestimento della magnifica mostra «Giotto, l'Italia»), che al centro della Sala delle Cariatidi riproduce fedelmente forme e misure dell'interno della cappella, mostrando la drammatica differenza tra la visione delle pitture con luce naturale e con luce ultravioletta, capace questa di rivelare volumetrie, architetture ed espressioni dei volti perdute. La Cappella Peruzzi rappresenta la prima tappa di una ricerca, sempre realizzata da un sistema integrato di istituti italiani, che si propone di studiare l'opera di Giotto con indagini innovative e di condividere le nuove conoscenze con il pubblico e gli studiosi. Gli esiti saranno presentati in un convegno durante la Conferenza generale Icom, che si terrà a Milano nel 2016.