Era fermo da più di un secolo. L'orologio del rosone della basilica «dei re» di Saint-Denis ha ripreso da qualche giorno a segnare l'ora. È stato rimesso in funzione nell'ambito di un vasto cantiere di restauro iniziato tre anni fa. La parte più spettacolare di questi lavori è senza alcun dubbio quella effettuata sulla facciata di questo capolavoro dell'architettura gotica, alle porte della capitale, dove sono sepolti quasi tutti i re e le regine di Francia. La facciata era rimasta «nascosta» per anni dietro una spessa crosta nera, tanto da non poter più riconoscere i dettagli del Giudizio Universale scolpito sul portale centrale. Il restauro della facciata è stato completato a settembre. Si trattava in seguito di restituire al rosone (4,5 metri di diametro) la sua funzione di orologio. Il meccanismo del 1840 era stato smontato negli anni Trenta del Novecento, e conservato, ancora funzionante. È stato rimontato per l'occasione da un orologiaio di Strasburgo. Quindi, sulla base di una dettagliata documentazione, sono state anche ricostituite le lancette dorate, a forma di serpente, e i numeri romani in smalto bianco su fondo blu. La basilica, che spesso, e a torto, i turisti ignorano perché si trova fuori Parigi (ma è collegata facilmente al centro), è un luogo ricco di storia della Francia. È stata costruita a partire dalla prima metà del XII secolo e divenne la necropoli dei re e delle regine di Francia sotto Luigi IX «il Santo». Ed è proprio alle regine che si ispirano gli abiti «giganti» firmati Lamyne M., esposti in questo periodo nella basilica con la mostra «Grandi abiti reali» (prolungata fino a giugno). L'artista e stilista di 38 anni, originario del Camerun, ma che vive da una decina d'anni a Saint-Denis, periferia multietnica a nord di Parigi, si è ispirato alle statue di gisant dei monumenti funerari delle regine sepolte nel mausoleo della basilica. I modelli sono dunque in stile medievale, ma i tessuti utilizzati sono moderni, dal jeans al jersey. Un bel progetto, realizzato in collaborazione con il Centre des monuments nationaux, e coinvolgendo i giovani e le associazioni del quartiere, che getta un ponte tra storia e presente.