Wirth: non c'è un cartello. Battistoni: impedita ogni visuale. Sermoneta: era meglio rinviare Un cantiere «misterioso». Eppure è quello centralissimo della Scalinata di Trinità dei Monti. Sponsorizzata dalla Maison Bulgari con un investimento di 1,5 milioni di euro, l'operazione di restauro è partita all'inizio di ottobre. Ma a tutt'oggi non c'è un cartello di inizio lavori, né uno che dica quando finiscono: perfino lo sponsor è estremamente discreto, il suo nome non campeggia. Così i turisti arrivati per ammirare uno dei luoghi più famosi del mondo restano interdetti. «Vedo passare centinaia e centinaia di persone ogni giorno che non sanno e non capiscono quel che sta succedendo- racconta Roberto Wirth il proprietario dell'hotel Hassler - . Domandano spiegazioni in giro, e arrivano anche qui da noi in albergo a chiedere. Non c'è nessuna indicazione sul cantiere, nessuna informazione di nessun tipo, non si capisce quel che sta succedendo e cosa stanno facendo». E soprattutto niente vista dall'alto sulla fontana: è impedita da una spessa coltre di truciolato. «Da quella parte almeno la protezione per i lavori doveva essere trasparente - chiarisce lo storico leader di via Condotti Gianni Battistoni - qualsiasi tipo di visuale è impedita e proprio durante questo periodo delle festività natalizie. L'unico vantaggio è che con la scalinata chiusa piazza di Spagna è tornata normale: tutti quelli che bivaccavano non ci vengono più perché sanno che il posto dove facevano merenda è impraticabile. È così, si apre la Porta e si chiude la Scalinata». Avete notizie sulla durata del cantiere? «No perché non c'è il cartello», risponde Battistoni. Chi invece ha una data è il nuovo presidente della Confcommercio Centro Storico David Sermoneta: «Ho parlato con tutti i sovrintendenti - afferma - I lavori dureranno 300 giorni, quindi dovrebbero finire a giugno. Ma è fin dall'inizio dell'estate scorsa che mi sono lamentato e ho cercato di informarmi - aggiunge - da quando sentivo parlare di questi lavori e nessuno sapeva nulla. A questo punto ho iniziato a chiedere incontri, mi volevo confrontare con l'amministrazione: visto che il Papa aveva indetto un Giubileo ho chiesto se non era opportuno rinviare i lavori, oppure non averli sotto Natale». All'inizio di ottobre è stato però l'allora sindaco Ignazio Marino ad aprire il cantiere. Commercianti e residenti si sono adattati. Ma «quello che dà fastidio è la mancanza di rispetto - conclude David Sermoneta - perché sembra che le imprese che stanno sulla piazza abbiano sempre da ridire. Non è così, noi vogliamo dialogare: questo non è un problema di piazza di Spagna ma di tutta Roma, e ci vuole rispetto per color che ci vivono e che ci lavorano. Vogliamo sederci e confrontarci: per questo è nata la nuova associazione, per non essere messi di fronte a un fatto compiuto».