Tre udienze in trenta giorni, un colpo di acceleratore allo svolgimento del processo sul Crescent che il presidente del tribunale, Vincenzo Siani, ha impresso ieri sera dopo il "no" degli avvocati dell'ex soprintendente Zampino al cambio di un membro del collegio. L'udienza è stata segnata da un doppio start: il primo con il giudice Carlo Cataudella in sostituzione del collega Antonio Cantillo, che nel frattempo era stato associato a un'altra sezione penale; il secondo con il ritorno di Cantillo, perché il diniego difensivo all'acquisizione dell'attività già svolta nei mesi scorsi avrebbe imposto di ripetere tutto dall'inizio. La soluzione è stata quella di formare ad hoc un collegio spurio tra membri di sezioni diverse, definendo però un calendario che dall'inizio dell'anno detterà un'accelerazione del processo. Le prossime udienze sono già fissate a 19 gennaio e al 4 e 23 febbraio, quando davanti ai giudici continueranno a sfilare i testimoni dell'accusa. Ieri è continuata la deposizione dell'ex soprintendente Gennaro Miccio (succeduto a Giuseppe Zampino) che ha ribadito di aver sottoposto al predecessore l'opportunità di chiedere sul progetto definitivo dell'emiciclo quell'autorizzazione paesaggistica presentata solo sul Pua e la cui assenza è uno degli elementi contestati dalla Procura. «Avevo già chiesto quell'atto al Comune ha spiegato per farlo una seconda volta mi sembrava doveroso avvisare il soprintendente, il quale ritenne però che la risposta del Comune fosse soddisfacente». Alla difesa di Zampino, che gli chiedeva perché, una volta assunta lui la guida dell'ente (e con lavori non ancora iniziati) non avesse agito in autotutela revocando il via libera, Miccio ha risposto che «ormai l'opera era autorizzata e non si poteva bloccare». Il nulla osta firmato da lui nel 2014 è stato poi deciso in base alle proposte di modifica e a foto e fotoinserimenti, come hanno fatto emergere i pubblici ministeri Rocco Alfano e Guglielmo Valenti esibendo in aula la documentazione acquisita pochi giorni fa in Soprintendenza. Miccio non ha però spiegato su cosa si fonda il vincolo paesistico che rende necessaria l'autorizzazione. Si tornerà in aula a gennaio, ma intanto l'attenzione è tutta puntata su cosa deciderà il Tribunale sulla nuova richiesta di dissequestro presentata dai costruttori Rainone, pronti a pagare quasi 6 milioni di oneri di urbanizzazione per la piazza pur di ultimare l'edificio.