Un gruppo di intellettuali, tra cui Giovanni Agosti, Franco Miracco, Mirella Baracco, Virginia Baradel, lancia un appello contro «il silenzio e l'indifferenza» sulla rapina di opere d'arte messa a segno il 19 novembre al Museo di Castelvecchio di Verona «che facilitano la fuga e l'occultamento delle opere rubate, ed espongono le istituzioni a trattative e ricatti». Chiedono al Governo «di non farci dimenticare ciò che ci è stato sottratto a Castelvecchio»; al ministro Angelino Alfano «di fare tutto il possibile per recuperarli» e al ministro Dario Franceschini «di tenere questa gravissima questione in cima alla sua agenda, al centro dei suoi discorsi» e ai mezzi di comunicazione «di accendere i riflettori su questa vicenda». Il gruppo parla di «umiliazione, sul piano della sicurezza del patrimonio d'arte e di storia, difficile da sopportare: e tuttavia un'umiliazione che le istituzioni più rappresentative del nostro Paese stanno dimostrando di non avvertire. È trascorso ormai quasi un mese, eppure un vero e proprio silenzio tombale ha sepolto la scomparsa di 17 opere, tra le quali ci sono alcuni capitoli fondamentali della storia dell'arte». Gli intellettuali (tra cui anche Tomaso Montanari, Chiara Bertola, Francesco Caglioti, Sandro Franchini, Lorenzo Lazzarini, Andrea Nante, Salvatore Settis) ricordano che «sono trascorsi 22 anni dal furto della Madonna con il Bambino di Giovanni Bellini dalla chiesa della Madonna dell'Orto, a Venezia» e «il silenzio e l'indifferenza hanno portato alla più amara dimenticanza sociale della perdita subita. Temiamo che lo stesso possa accadere a Verona».