di Luca Ghirardini Il Comune di Mantova ripianerà i debiti del Centro internazionale di arte e di cultura di Palazzo Te, soprattutto per consentire al Centro stesso di voltare pagina, avviando un piano di rilancio. E il primo passo verso l'approntamento di questo piano verrà compiuto il 22 dicembre, con la nomina del nuovo comitato scientifico (il precedente è scaduto nel luglio scorso). Alcuni nomi dei papabili sono già circolati nei mesi scorsi: Umberto Angelini, presidente della Fondazione Teatro Grande di Brescia; Giovanni Agosti, storico dell'arte; Stefano Boeri, architetto; Stefano Baia Curioni, storico dell'economia e direttore della laurea specialistica di Economia per l'arte e la cultura in Bocconi. A questi nomi dovrebbe aggiungersi - oltre ad alcuni mantovani, tra i quali il direttore dei musei civici, Stefano Benetti - quello di Cristiana Collu, direttrice della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, uno dei 20 musei italiani diventati autonomi. Ad essere rinnovato sarà solo il Comitato scientifico, oppure si metterà mano anche al Consiglio d'amministrazione, che scadrebbe nel luglio del 2017, ma che, come dichiarato alla Gazzetta dal presidente Graziano Mangoni, da tempo non prende iniziative, dopo che il sindaco Mattia Palazzi ha manifestato l'intenzione di un completo rinnovamento? «Servirebbe un rilancio complessivo della governance del Centro - risponde il sindaco di Mantova -: l'ideale sarebbe far partire in contemporanea i mandati dei due organismi, ma affronterò la questione prossimamente con l'attuale presidente». Un presidente che nei giorni scorsi si era sentito attaccato dalle voci che circolavano in città sul buco nei bilanci del Centro, affidando alla Gazzetta i numeri della sua gestione, partita con circa 305mila euro di esposizione tra banche e fornitori e approdata agli attuali 250mila circa, con una mostra organizzata, quella sul realismo socialista, che non ha attratto il grande pubblico, finendo in rosso per 100mila euro. «So benissimo che le colpe del debito accumulato dal Centro non possono essere solamente del presidente attuale, in carica solamente da un anno e mezzo - sottolinea il sindaco -. E, infatti, non ho mai sostenuto una cosa simile. È però altrettanto evidente che il debito esiste e che rappresenta uno degli elementi di criticità da superare per potere rilanciare il Centro Te. Questo non potrà avvenire senza che la situazione attuale venga risanata». Mattia Palazzi compie anche una breve analisi dei motivi per i quali il Centro Te si è ritrovato in questa situazione: «Veniamo da anni nei quali non si è mai approntato un piano strategico complessivo per promuovere dal punto di vista espositivo sia il Centro che la città - rileva il sindaco -: è stata sì messa in piedi una serie di mostre, ma senza seguire un filo logico. Esposizioni che, al di là della valutazione di qualità, hanno avuto spesso scarso appeal. Quindi, senza volere attribuire alcuna responsabilità a una persona, piuttosto che all'altra, e men che meno a Graziano Mangoni, non si può valutare in modo positivo quanto è accaduto al Centro Te negli ultimi anni». Il Centro di Palazzo Te, però, resta per il primo cittadino una risorsa della città. «È necessario farlo ripartire - assicura Palazzi -. E non va dimenticato che il Centro dispone di personale qualificato: proprio per questo, non si capisce il senso di alcune scelte del passato, quando la realizzazione di alcune mostre è stata assegnata ad organismi esterni». Tre sono i punti fondamentali dai quali sarà necessario ripartire, secondo il sindaco di Mantova - il Comune, non va scordato, è l'unico socio fondatore rimasto e azionista di riferimento - per avere un Centro Te effettivamente utile alla città: «Anzitutto, servirà una maggiore sinergia tra il Centro e il palazzo che lo ospita - afferma Palazzi -. In secondo luogo, dovrà essere il Centro a produrre mostre ed eventi. Infine, servirà un piano di sostenibilità economica che dia all'organismo maggiore stabilità, allargando la compagine sociale a soggetti che condividano il piano di rilancio. E prioritaria sarà anche la promozione del palazzo stesso, per farne conoscere maggiormente le bellezze in Italia e nel mondo». Anche Graziano Mangoni, nella sua intervista alla Gazzetta, aveva indicato alcune priorità che, a suo giudizio, dovevano essere affrontate. La ricerca di nuovi soci e la sinergia tra palazzo e Centro erano tra queste. In più, l'attuale presidente lamentava l'organizzazione di mostre nel palazzo in contemporanea con le esposizioni del Centro alle Fruttiere: all'atto pratico, una concorrenza interna, aggravata dal fatto che, contrariamente a quanto avvenuto in passato, per le mostre alle Fruttiere era previsto un biglietto disgiunto da quello del Palazzo. «La maggiore sinergia - conclude Mattia Palazzi - dovrà essere messa in pratica: questo significa che d'ora in poi non dovrà più esserci una proliferazione di soggetti che organizzeranno mostre a Palazzo Te, la competenza sarà esclusivamente del Centro».
MANTOVA - Te, punto e a capo Il 22 le nuove nomine
Il Comune di Mantova ha deciso di ripianare i debiti del Centro internazionale di arte e di cultura di Palazzo Te. Il primo passo sarà la nomina del nuovo comitato scientifico, prevista per il 22 dicembre. Alcuni nomi sono già stati citati tra i papabili, tra cui Umberto Angelini, Giovanni Agosti e Stefano Boeri. Il sindaco di Mantova, Mattia Palazzi, ha affermato che il debito del Centro non può essere solamente del presidente attuale e che è necessario un piano di rilancio complessivo della governance del Centro.
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