IL CASO IERI MATTINA IN PREFETTURA LA FIRMA DEL PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE, NESI È STATA APPOSTA ieri mattina in una sala della Prefettura in piazza Castello alla presenza del prefetto, delle autorità e di tutti i principali protagonisti di un acceso dibattito sulla destinazione di quei materiali che si protraeva dallo scorso 25 ottobre, giorno in cui Repubblica aveva dato la notizia del prezioso ritrovamento cavouriano a opera della libreria Il Cartiglio di via Po. Dopo aver superato l'ostacolo più grosso legato alla mancanza di fondi, la Fondazione ieri ha ufficialmente acquisito ed esposto in Prefettura tutti i carteggi, gli oggetti, i diari, il taccuino segreto e gli altri manoscritti del Conte Camillo Benso di Cavour. Quarantamila euro è la cifra pagata agli antiquari. Da oggi tutti i documenti verranno custoditi dalla Fondazione Cavour che in futuro li presenterà al pubblico nell'allestimento permanente del nuovo museo che sta nascendo a Santena nel castello della famiglia Cavour. «Questo ritrovamento è stato vissuto in una piena e costruttiva collaborazione tra noi, alcuni tra i più importanti storici di riferimento e la Soprintendenza archivistica piemontese spiega l'antiquario Roberto Cena in cui ognuno con la propria specificità e ruolo, ha contribuito alla valorizzazione e alla tutela di questa piccola collezione che fin dall'inizio abbiamo considerato museale. In un momento storico in cui il rapporto tra istituzioni e privati è reso quantomeno difficile da reciproche diffidenze ci è parso fondamentale mettere in campo una sinergia con gli uffici pubblici competenti del nostro territorio. Il loro compito, a nostro parere, non può essere di solo controllo ma anche di guida per coloro che operano nel nostro mestiere».