«TORINO ha da quarant'anni un primato nell'arte contemporanea, ora l'ha raggiunto anche in altri settori, da due decenni è sugli scudi. Mi fa piacere, perché è una città che mi piace molto». Vittorio Sgarbi commenta così i dati più che favorevoli sul successo dei musei torinesi in questo lungo ponte, che non lo stupiscono più di tanto. Sgarbi, iniziamo da Monet: la mostra più visitata in questo periodo in Italia. Che cosa ne pensa? «Premetto che io non andrei a vedere Monet. Perché questo successo? Perché la pittura impressionista è la prima totalmente laica e mondana e piace alla gente. Se si esclude Caravaggio, la pittura religiosa non attira le folle. Detto questo, Monet è un pittore meraviglioso, ma perché farne una mostra a Torino? Forse perché si trova sulla strada per Parigi?». I musei affollati di questi giorni sono il segnale di una nuova vocazione per Torino? «Credo in effetti che sia passato il messaggio: Torino si è riscattata dall'automobile attraverso la cultura. Poi è chiaro che la gente in genere va di più nei musei, penso di avere contribuito un po' anch'io con un tweet di qualche settimana fa, in cui esortavo le persone a preferirli ai centri commerciali: quando sono venuto a Torino per il Festival del cinema, la proprietaria di una pizzeria mi ha detto di avere seguito il mio consiglio e di essere andata appunto a vedere Monet, fatto di cui mi ha ringraziato. Ma c'è un'altra cosa da aggiungere». Ovvero? «Dopo il declino di Palazzo Te a Mantova, la Reggia di Venaria è diventato il luogo migliore per portare le mostre, l'ho scelta infatti per l'esposizione di Mattia Preti. Spero che anche il Castello di Miradolo, dove adesso è allestita la mostra che ho curato su Caravaggio, diventi pur nelle debite proporzioni un luogo altrettanto piacevole per allestirvi le esposizioni». Ci sono le mostre, ma anche i musei: che dire del successo dell'Egizio? «Guardi, un successo scontato perché quel mondo piace alla gente. Da un po' di anni poi si è avviato un percorso verso una certa spettacolarizzazione di quel mondo: ero sottosegretario ai beni culturali quando ho chiamato Alain Elkann a presiederlo, e lui a sua volta ha chiamato lo scenografo Dante Ferretti ed è nato lo Statuario. Se devo tirare le somme, è chiaro che l'antico Egitto e l'Impressionismo sono due temi infallibili, di sicuro successo. Manca solo Caravaggio, altro nome magico: per questo però bisogna andare a Miradolo, dove c'è la mia mostra». È critico verso le scelte torinesi? «In fondo no, perché a Torino i progetti nascono in maniera consapevole e non troppo commerciale. Anzi, credo che la proposta culturale di Torino possa oggi essere la vera ragione per venire a Torino». (m.pa.)
Sgarbi: "È la cultura la vera ragione per venire oggi a Torino"
Vittorio Sgarbi commenta i dati sui musei torinesi, che hanno raggiunto un primato in diversi settori. Sgarbi afferma che la pittura impressionista è la prima laica e mondana che attira le folle, e che Monet è un pittore meraviglioso. Ha contribuito a promuovere i musei torinesi con un tweet, e crede che la gente stia andando di più nei musei. Sgarbi menziona anche la Reggia di Venaria e il Castello di Miradolo come luoghi per allestire mostre. Ha curato una mostra su Caravaggio al Castello di Miradolo e crede che i progetti culturali a Torino siano consapevoli e non troppo commerciali.
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