Sette saggi per l'Ara pacis. Per la prima volta riuniti, per due ore di "conversazione , i rappresentanti della fatidica commissione mista Stato-Comune: all'ordine del giorno la prospettiva di risistemazione di piazza Augusto Imperatore e le possibili modifiche al progetto dell'architetto Richard Meier. Intorno al tavolo i tre soprintendenti, Adriano La Regina, Roberto Di Paola ed Eugenio La Rocca, gli architetti Giovanni Carbonara, Gennaro Farina, direttore dell'Ufficio città storica del Comune e Angelo Zampolini per il ministero, oltre all'urbanista Leonardo Benevolo, eletto presidente della commissione. Nessun colpo di scena, nessun rivolgimento improvviso ma intanto l'appuntamento a martedì 15 aprile per un sopralluogo congiunto nella piazza, alla mano un dossier storico col quale valutare le migliori modalità di intervento. Qualunque decisione prendano, i commissari dovranno attuare l'accordo siglato nell'agosto 2002 fra ministeroeComune circa la riqualifìcazione della piazza, che prevede, con il fine di una migliore integrazione del nuovo complesso nel paesaggio urbano, anche dei «ritocchi» al progetto Meier. Per questo, l'area antistante le due chiese di San Rocco e di San Girolamo dovrà mantenere la tipologia del tradizionale sagrato, ricomponendo correttamente il tessuto urbano del sito. I ritocchi saranno «piccoli» e «da realizzare soltanto con l'accordo dell'architetto», come precisa il sovraintendente La Rocca. In questi giorni intanto in cantiere i lavori vanno avanti a pieno ritmo, anzi «mai come adesso», assicura il titolare Fabrizio Di Amato, dell'impresa Calosi Del Mastio: le fondazioni sono praticamente complete, modificate in modo da proteggere il sottosuolo archeologico. Il progetto Meier è approvato e finanziato, dunque non modificabile nella sostanza, tranne piccole eccezioni, dettagli, correzioni. In lavorazione in cantiere c'è ora la parte che riguarda l'edificio di copertura del monumento mentre non è ancora stata appaltata la sezione che riguarda appunto il "sagrato" antistante le chiese: sono proprio qui i punti critici, quelli che hanno fatto sollevare alcune obiezioni. A cominciare dal muro che costeggia il lungotevere e chiuderebbe la visuale della chiesa di San Girolamo, fino al piccolo obelisco (già ridotto in una fase preliminare di progettazione) che si dovrà trovare al centro della piazza ancora da assegnare in appalto. È di queste ore la notizia anche dell'inchiesta aperta dalla Corte dei conti intorno alla crescita dei costi dopo una denuncia presentata a maggio 2002 dall'Associazione per la difesa dell'utente e del cittadino: la causa del lievitamento dei costi di circa tre miliardi di vecchie lire (da 16 miliardi a 19) sarebbe nella modifica delle fondazioni richiesta per proteggere i resti archeologici.