ARCHEOLOGIA urbana a Vico Equense. Apre al pubblico domani in via Nicotera l'esposizione permanente di un'area della necropoli indagata tra 2006 e 2009: oltre una grande vetrata all'interno del caffé letterario "Vita" è stato ricomposto nell'esatto punto del ritrovamento un complesso funerario di epoca romana, con la tecnica dell'anastilosi. Il luogo e i relativi reperti sono stati recuperati a seguito della costruzione di box interrati dalla ditta Bellalba, mentre il locale è nato per iniziativa della società giovanile Publicab: uno spazio per feste, presentazioni, mostre, con bar, sala da tè, area lettura e stanza da sigaro, progettato dall'architetto Salvatore Dubbiosi. «Restituiamo ai cittadini spiega l'archeologa Tommasina Budetta della Soprintendenza archeologia della Campania, che ha diretto gli scavi e ideato il percorso archeologico il monumento funerario di una coppia di sposi, con statue prive di testa in tufo stuccato: l'uomo si presenta con la toga, la donna secondo il tipo della "pudicizia". Il sepolcro era affacciato su un tratto dell'antica via Minervia che proseguiva verso Sorrento ». L'importanza della scoperta, ricorda la Budetta, è nel fatto che per la prima volta si è potuto procedere a uno scavo stratigrafico, che ha confermato la continuità d'uso dell'area per scopi funerari, dal VII secolo avanti Cristo all'eruzione vesuviana del 79 dopo Cristo. A Via Nicotera negli anni '70 del secolo scorso fu rinvenuta (e purtroppo anche saccheggiata) una vasta necropoli a testimonianza dell'abitato etrusco di Vico Equense del VII secolo avanti Cristo: molti dei preziosi vasi figurati sono esposti oggi nell'Antiquarium "Silio Italico" al piano terra del municipio. Nel corso dello scavo, rinvenuto anche un cippo funerario in tufo con incisa un'iscrizione. «Sabato presentiamo anche una mostra dei materiali rinvenuti nello scavo spiega Tommasina Budetta che resterà aperta fino al 15 gennaio. L'area è importantissima per la conoscenza della storia della penisola sorrentina e attesta la presenza di un luogo di culto di età arcaica prossimo alla necropoli. Abbiamo realizzato un intervento di archeologia preventiva, ma anche avviato una sfida, favorendo la nascita di giovani imprenditori nel settore dei beni culturali e creando un percorso culturale ».