ULTRACUBI, ultimo atto. Oggi, nelle piazze di Porta Ravegnana e della Mercanzia, parte la posa degli arredi urbani che scatenarono la protesta di architetti e urbanisti, contrari all'invasione delle sedute in pietra squadrata in città. Malumori che furono il preludio della contestazione alla "selva fallica" dei fittoni. Mal di pancia a parte, dopo piazza Verdi, gli ingressi al ghetto ebraico e via Azzo Gardino, il progetto delle "panchine cubitali" però procede. E arriva alla posa finale delle ultime 24 sedute in pietra all'ombra delle Torri, nel cuore del centro storico. Così, alla fine saranno una sessantina, o poco più, gli ultracubi in città. In piazza di Porta Ravegnana, fra le Torri e il portico della chiesa di San Bartolomeo e Gaetano, saranno collocate quindici nuove sedute rettangolari e quadrate. In piazza della Mercanzia, nella nuova area pedonale, altre nove, prive di angoli retti; alcune a forma di rombo, altre a base trapezoidale per seguire il profilo triangolare della piazza. Allineate alla loggia dei Mercanti e di fronte al porticato costituito dalle case Bolognini, Reggiani e Figallo. Con una novità. Alcune sedute in pietra naturale, color tortora, saranno ricoperte da doghe di iroko, un legno resistente che viene dalle foreste dell'Africa equatoriale. E saranno installate anche delle colonnine informative, sempre in pietra, ad uso soprattutto dei turisti. Sei totem che conterranno, all'estremità superiore inclinata a guisa di leggio, la storia del luogo (anche in inglese), la mappa del centro storico e itinerari a piedi per la visita ai momenti principali di Bologna. Così viene completato il progetto di riqualificazione dell'area: prima la pulitura e la ricollocazione dei basoli storici, tra Strada Maggiore e via Rizzoli, poi l'aumento dell'area pedonale, con i fittoni a fare da guardiani, e l'illuminazione permanente delle Torri. Infine, totem e ultracubi. In tutto circa 800 metri quadrati sottratti ad auto e motorini. «L'obiettivo è ampliare gli spazi pedonali e rendere più bella la città dando più valore e aria ai monumenti», non ha dubbi l'assessore alla Mobilità Andrea Colombo. «Si tratta di restituire più spazio alle persone rispetto ai veicoli». L'assessore, che insiste sull'idea di «una città a misura di persona», non teme nuove polemiche. «Magari arriveranno, ma il Cantierone ha insegnato che alla fine la città è più bella e più libera. Come sempre i cambiamenti hanno bisogno di essere interiorizzati, ma è sotto gli occhi di tutti che l'asse Rizzoli-Ugo Bassi- Mercanzia sia più elegante rispetto a un anno fa. Ci dobbiamo riabituare al bello. E finalmente turisti e bolognesi potranno fare cose che troviamo normali quando andiamo nelle città europee, come sedersi per riposare o per godere scorci spettacolari del centro storico». I primi ultracubi suscitarono un polverone. L'ex assessore all'Urbanistica Pierluigi Cervellati non esitò a definirli «orribili ». Guardando quelli davanti alla Cineteca, Daniele Vincenzi, coordinatore della commissione cultura dell'Ordine degli Architetti, non ebbe dubbi: «Una forzatura». A difesa, scese in campo il tecnico comunale che li ha disegnati, Marco Ferrari: «Abbiamo cercato di dare alla città luoghi più vivibili». E la riqualificazione nel segno del "cubismo" alla bolognese è così andata avanti e si è ora conclusa. «Sono arredi volutamente in pietra concordati con la Soprintendenza per rispettare il contesto caratterizzato dalla pietra», spiega Colombo. All'appello del restyling urbano mancano ora le piazze San Francesco, Malpighi e Aldrovandi.