Il diario segreto del 1835-1838 ritenuto disperso per oltre un secolo, l'inedito taccuino di appunti del 1858-59, il diario materno, il berretto da camera e due paia di occhiali con la caratteristica montatura ovale. Una piccola ma preziosa raccolta di documenti e oggetti appartenuti a Camillo Benso Conte di Cavour torna a casa. Il passaggio di mano è avvenuto IERI con la firma del contratto presso la Prefettura di Torino, dove Cavour aveva un ufficio negli anni in cui è stato ministro degli Esteri. Manoscritti e cimeli sono stati acquistati per 40.000 euro dalla Fondazione Cavour, presieduta da Mario Nesi, con il sostegno di partner pubblici e privati, e saranno esposti dal 2017 nel museo nazionale di Santena, in via di allestimento. A rintracciarli è stata la famiglia torinese di librai antiquari Cena. A loro sono stati affidati dai discendenti di Federico Borani, che fu segretario personale del conte e poi di casa Cavour. Tra i documenti ci sono il diario personale autografo degli anni giovanili, il taccuino segreto con brevi appunti risalente al periodo di maggiore impegno nell'attività di governo, il diario della madre Adele De Sellon, diverse lettere e carte con spese ed annotazioni, un regolamento di casa. "Il nostro obbiettivo ha detto Nesi è salvaguardare la memoria che la nostra storia ci tramanda, per tutelare e diffondere anche nei giovani gli ideali di identità nazionale e convivenza civile. Questo ritrovamento di eccezionale importanza ci consentirà di completare la collezione di scritti conservati a Santena. Ce ne manca uno solo che si trova in un castello in Svizzera. Abbiamo in tutto 70.000 documenti". L'antiquario Roberto Cena rivela il progetto della scrittrice Benedetta Cibrario che pensa a un libro sui viaggi di Cavour a Londra, mentre Elena Pugliese, autrice di biografie, ha allo studio un testo teatrale o per una fiction televisiva sul Conte. "Sono due le ragioni che ci hanno spinto a questa collaborazione: un doveroso riconoscimento alla Fondazione che da sessant'anni conserva la memoria di Cavour, e un altrettanto doveroso omaggio alla memoria di uno dei personaggi che tanto hanno fatto per l'Italia", spiega il presidente del Consiglio Regionale Mauro Laus, presente alla cerimonia. "L'opera realizzata commenta Paola Basilone, prefetto di Torino suggella l'arricchimento di un già vasto patrimonio che rappresenta la storia e i valori risorgimentali del nostro Paese e di cui la Fondazione è custode e promotrice".