La quercia che dalla fine dell'Ottocento viveva e dava fascino e nome a una delle piazze centrali di Roma è stata abbattuta nei giorni scorsi. La nuova pavimentazione dell'area aveva infatti reso impossibile la vita del secolare albero che abitava nella piazza antistante alla Chiesa di Santa Maria della Quercia. La pianta è stata soffocata dalla nuova pavimentazione. Anche in questo caso è stata l'incapacità degli uomini a comprendere che un albero è una creatura vivente e non un monumento di legno la causa del disastro romano. Ormai non sappiamo quasi nulla del mondo vegetale, come ben sappiamo pure delle cose che accadono in Puglia. In Italia, si assiste quotidianamente al prevalere di culture urbane che hanno perso ogni contatto con la natura e con la campagna. Queste ultime contrariamente a come si pensa- non sono dei musei e ogni approccio che non tiene conto che le piante sono degli esseri viventi non tutela nulla, neppure il paesaggio. L'affidamento delle potature nei giardini e nei viali urbani, decise dalle amministrazioni pubbliche, in funzione della disponibilità dei denari e che non tengono invece conto dei tempi nei quali queste devono essere fatte, va considerato un errore grave. Le potature fatte male, non vanno tollerate ma contestate e sanzionate. Coloro che, restaurando una piazza o un viale, creano condizioni impossibili per le piante che vi vivevano, devono essere censurati pesantemente. Non dobbiamo neppure pensare che tutti gli alberi che abbiamo nelle nostre città possano e debbano essere mantenuti in vita, e non solo anche quando sono in cattive condizioni di salute, e si potrebbe continuare. Anche nella battaglia per gli ulivi che si combatte in Puglia, si scopre facilmente che molti degli attori in campo non si rendono ben conto che siamo in presenza di «monumenti speciali», di alberi che possono vivere solo se ci si prende cura di loro. Se non si riuscirà a fermare la Xylella in Puglia, sarà una vera tragedia per il paesaggio e per l'economia pugliese. Abbattere gli ulivi ammalati può essere forse solo una strategia di contenimento e quindi di corto respiro, e può darsi anche che alla fine non si potrà che accettare una qualche forma di convivenza con la Xylella, come si sta facendo negli Stati Uniti. Ma nessuno può pensare che non si debba intervenire con decisione e senza perdere troppo tempo nelle nostre campagne. Ma senza interventi di cura e di contenimento, la sorte degli ulivi pugliese appare segnata. Naturalmente ci sono i miracoli, ma questi non sono troppo frequenti, come dimostra il caso della quercia romana.