Il sindaco Luigi Brugnaro ha finalmente scelto il nuovo Consiglio di amministrazione della Fondazione Musei Civici - l'attuale era scaduto da circa due anni - che sembra avere già un presidente in pectore (lo nominerà comunque il Cda, di cui Brugnaro è vicepresidente di diritto) nella persona del professor Bruno Bernardi, il cui nome già correva in città per l'incarico. Bernardi è docente di Economia Aziendale a Ca' Foscari, dov'è tra l'altro presidente del Collegio didattico del corso di laurea magistrale interfacoltà in Economia e Gestione delle Arti e delle attività culturali. Bernardi è stato anche presidente del Coses - il Centro studi economici di Comune e Provincia poi soppresso - ed è politicamente vicino a Forza Italia e in particolare a Renato Brunetta, tra gli autori anche del suo programma elettorale, in occasione della sua candidatura a sindaco della città contro Giorgio Orsoni. L'unico consigliere riconfermato è l'ingegner Roberto Zuccato, presidente di Ares Line, multinazionale tascabile delle poltrone per ufficio e teatro e presidente di Confindustria del Veneto. Le new entry sono entrambe al femminile. Barbara Nino si è presentata alle elezioni nella lista Brugnaro ed è consigliere dell'azienda di famiglia, la Nuova Amit srl, con sede a Marghera, che si occupa di recupero e smaltimento di rifiuti e bonifiche ambientali. Sono le chiavi, invece, il core business della Keyline, l'azienda di Conegliano che produce appunto chiavi e macchine duplicatrici che guida Mariacristina Gribaudi. Bernardi sembra il naturale presidente designato anche perché pur essendo un economista, è l'unico che si è occupato di beni culturali ed ha dunque la formazione e anche il tempo (ricordiamo che l'incarico di presidente è sa titolo gratuito) per guidare la Fondazione Musei dopo Walter Hartsarich, che si era dimesso in anticipo qualche mese fa. Per quanto riguarda invece la direzione scientifica dell'istituzione, secondo quanto ha fatto di capire anche di recente lo stesso Brugnaro, Gabriella Belli dovrebbe essere riconfermata. Se l'impostazione dei programmi per il 2016 è già avviata, il nuovo Consiglio della Fondazione Musei e il suo nuovo presidente dovranno lavorare ventre a terra per la ricerca di nuove sponsorizzazioni in grado di garantire una sempre maggiore autonomia economia all'istituzione, anche se i bilanci sono in equilibrio.(e.t.)