"Lunedì è il giorno di chiusura, l'anno prossimo faremo meglio" La città ieri è stata presa d'assalto dai turisti. In centro, all'ora di pranzo, c'erano code ovunque: gente in attesa per un tavolino di un bar o una piadina da asporto, gente che è entrata ad esempio da Exki, in via Carlo Alberto, re si è sentita rispondere: «abbiamo già finito i piatti caldi, rimangono i confezionati». Al Museo Egizio, alla Gam e al Museo del Cinema, il tempo investito in coda da ogni turista è stato in media di 3 ore. «Peggio che all'Expo», commenta Paolo Carella, di Pavia. Peccato per chi ieri avrebbe voluto visitare il Polo Reale, perché non ha potuto entrarci. «Il lunedì è il nostro giorno di chiusura, come in tutti i musei statali - spiegano dal Polo Reale - il prossimo anno ci impegneremo a fare in modo di rimanere aperti in giornate come questa». Stefano Papini, Presidente di Confesercenti Torino, la ritiene «un'occasione persa per la città - commenta -. Nel ponte dell'Immacolata, il Palazzo e i Giardini Reali avrebbero attratto visitatori da mezza Italia». E aggiunge: «Dopo le Olimpiadi, il 2015 per noi è stato in assoluto l'anno migliore per il turismo. Grazie alle opere di riqualificazione, agli investimenti culturali e agli eventi prestigiosi, in questi ultimi giorni gli hotel e i musei hanno raggiunto numeri da capogiro». E anche i bar e ristoranti, che ieri hanno avuto un aumento degli incassi del 30 per cento (dati Confesercenti). Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom Provinciale: «E' cresciuta in città la tendenza dei visitatori a mangiare fuori, in un ventaglio di locali adatti a tutte le tasche. Qualcuno ha approfittato del ponte per acquistare i primi regali di Natali, la maggior parte ha preferito tornarsene a casa con i prodotti tipici torinesi, dalla caramelle di Stratta ai gianduiotti». NUMERI DEI VISITATORI Nella giornata di ieri ce ne sono stati 6.680 all'Egizio, dove entro domani sperano di raggiungere quota 20mila in quattro giorni. Qui c'è stata un'invasione di spagnoli stimata al 25 per cento del totale, avendo anche loro gli uffici chiusi. Al Museo del Cinema sono stati venduti 4mila biglietti, domenica 4500: numeri in aumento rispetto alla media dei weekend "di ponte" in cui se ne contano tra i 3500 e i 4000. Per Monet i visitatori sono stati 2900, con l'aggiunta di altri 580 per le altre collezioni nelle sale della Gam, come «Il Mercante di Nuvole» e «Vitrine» di Luca Trevisani. Palazzo Madama: 1.500. Mao: 400. VALORI AGGIUNTI Se in mattinata la coda per entrare alla Mole era un serpentone che raggiungeva il cinema Massimo, quella per la Gam era lunga oltre 200 metri. Marco Cardinaletti è arrivato da Ancona: «Sono in fila da tre ore - dice con gli occhi sfiniti - e mi sono innamorato della città». E' d'accordo Lorenzo Lori, da Firenze con la famiglia: «Abbiamo affittato un appartamento per una settimana, perché vogliamo vedere il maggior numero di cose, da Stupinigi al Mao. Siamo meravigliati, ce l'hanno consigliata alcuni amici ma non immaginavamo che Torino fosse così magica. Passeggiare sotto alle Luci d'Artista è stata un'emozione stupenda». Quasi tutti hanno organizzato un "tour dell'arte", che spesso ha compreso la Reggia di Venaria. Qui ieri sono stati registrati 7800 ingressi, e se li contiamo da sabato sono 19.500. Tra il pubblico molti milanesi. Come Mauro Mastroiorio e le sue figlie: «Abbiamo fatto una toccata e fuga in occasione di Sant'Ambrogio. Torino ha una bellezza più concentrata, a differenza di Milano». «Ed è molto più pulita di Padova - commenta una signora al Museo Egizio, Marilla Malugani - Le architetture del centro sono incantevoli».