La tomba del guerriero, l'unica rinvenuta, proveniva da un altro luogo di sepoltura. Gli storici della Soprintendenza indagano Il guerriero di Castelseprio riposava da solo, davanti alle mura di una chiesa, nel centro longobardo archeologico di importanza mondiale, patrimonio Unesco e successivamente borgo del ducato milanese distrutto nel 1287. Aveva la spada, il corredo, la fibula. Alla maniera longobarda. Si trattava però di una "rideposizione", proveniente da una sepoltura effettuata originariamente in un altro luogo. Lo ha spiegato Marina De Marchi, professoressa della Soprintendenza Archeologica di Milano, durante una lezione all'interno del convegno "Teodolinda" organizzato la settimana scorsa dal Centro studi longobardi. Il grande fascino di questa notizia, è che nei dintorni ci potrebbe essere, seppellito nella terra da almeno 1300 anni, un cimitero longobardo. La tomba è situata nel parco archeologico, e la professoressa De Marchi ha raccontato che sepolture come queste sono state scoperte anche a Basilea. "Un'ipotesi è che la rideposizione di un longobardo con corredo, potrebbe provenire da un cimitero della zona ma non sappiamo dove. La presenza della tomba sarebbe servita per una questione di potere, per legittimare la chiesa pievane, sede du pieve, da parte della aristocrazia longobarda". De Marchi aggiunge: "Non possiamo andare oltre con le spiegazioni, perché non abbiamo il cimitero longobardo". Eppure il giallo storico c'è tutto. "L'idea che queste terre nascondano ancora dei tesori longobardi non è sbagliata conferma Marina De Marchi è un'ipotesi, che allo stato non è suffragata dai fatti, ma che i ritrovamenti di Castelseprio suggeriscono".