«Il nostro parere è che quegli scavi fosse meglio non farli. Ma se il Comune insiste perché si vada avanti, noi siamo costretti a proseguire». Le parole di Anna Ceresa Mori, soprintendente per i Beni archeologici della Lombardia, suonano come una resa forzata. Perché «Sant'Ambrogio è una zona a rischio». Palazzo Marino, commissione Trasporti, in discussione, il parcheggio sotterraneo da 250 posti nel cuore della Milano antica. Progetto vincolato agli esiti delle perizie archeologiche in corso. «E a quelli ci rimettiamo», è la promessa dell'assessore Giorgio Goggi. Convinto, comunque, che «quel parcheggio consentirà la pedonalizzazione dell'area». Restano forti dubbi, però, su tempi, costi e opportunità dei lavori. Primo, i tempi. Sono previsti cinque scavi, in due fasi. Se nella prima - da maggio ad agosto - non si dovessero rinvenire reperti archeologici significativi, sarà dato il via alla seconda, fino a dicembre, in totale otto mesi di cantieri aperti davanti alla basilica. Secondo, i costi. Spiega Goggi che «se lo scavo preliminare non darà la fattibilità del progetto, i cantieri saranno chiusi senza oneri per il Comune». Fin qui tutto bene. Ma se nella seconda fase si rinvenissero reperti tali da causare l'interruzione dei lavori, «sarà il Comune a rimborsare il promotore dei lavori, fino a un milione di euro». Ed ecco la falla. «Uno stradone in ghiaia e terra battuta già attestato dai documenti del XII secolo è stato riportato alla luce», annuncia Mori. Che, immediatamente dopo, lo definisce «di interesse scientifico più che monumentale». Tradotto, nessuno stop ai lavori. Almeno per il momento. Nulla di nuovo, in realtà. Dall'istituto di Archeologia dell'università Cattolica,, di cui è direttrice, la professoressa Silvia Lusuardi Siena spiega che «sono vent'anni che siamo a conoscenza di assi stradali in parte affiancati da insediamenti per le sepolture», in altri termini, una piccola necropoli sotto Sant'Ambrogio. Allora, perche non interrompere subito i lavori? «Non so, ma temo che se dovessero decidere di fare quel parcheggio, difficilmente si fermeranno». L'idea di Lusuardi è chiara: «Non recuperare strutture impossibili da conservare. In certe aree, lavori di questo genere non dovrebbero nemmeno cominciare».
Inutile lo scavo a Sant'Ambrogio
Il Comune di Milano ha deciso di procedere con gli scavi per il parcheggio sotterraneo da 250 posti nel cuore della Milano antica, a causa di Sant'Ambrogio. La soprintendente per i Beni archeologici della Lombardia, Anna Ceresa Mori, ha espresso dubbi sulla procedura, ma il Comune è convinto che il progetto consentirà la pedonalizzazione dell'area. I lavori sono previsti in due fasi, con un scavo preliminare da maggio ad agosto e una seconda fase da settembre a dicembre, se non si trovano reperti archeologici significativi. Se si trovano reperti, il Comune rimborserà il promotore dei lavori.
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