Sdraiato a braccia aperte sullo schienale delle prime panche, è stato salutato di prima mattina da alcuni fedeli dopo esser stato tirato giù con ogni precauzione dall'altare maggiore. Poi, dopo le una ieri ha preso la via di Firenze.Il crocifisso in legno colorato che domina al centro la chiesa di San Pietro a Seano sarà restaurato. Un crocifisso a dimensione umana della prima metà del Trecento caro e devoto, ma anche antico: l'opera più antica della chiesa e forse di tutto il comune, architetture e Etruschi a parte. "Tornerà per la sua festa, la "festa grossa" che ricorre ogni cinque e che cadrà la prossima volta a settembre del 2017" annuncia Giordano Pratesi, presidente del comitato parrocchiale che la sovrintende. Non girerà però più per le vie del paese. Rimarrà custodito nella teca sull'altare maggiore. Al suo posto sarà portata in processione l'interpretazione che ne ha fatto un'artista del paese, Gianfranco Pecorai, e che già ne ha preso il posto in chiesa. Per il restauro servono soldi: diecimila euro almeno, qualcosa in più per abbellire la teca e monitorare il clima all'interno, ancora qualcos'altro per stampare la tesi da cui tutto è nato. E poiché di contributi pubblici al momento non ce ne sono, il comitato ha deciso di aprire una sottoscrizione. Chi vuole può contribuire con un bonifico sul conto aperto presso l'agenzia di Seano del Credito Cooperativo Area Pratese. L'iban è IT 62 J084 4337 7810 0000 0606356. Previste agevolazioni fiscali. Qualcuno l'ha già fatto. Un paio di associazioni hanno anticipato la loro disponibilità e i ragazzi della compagnia di San Rocco, gli stessi che organizzano il carnevale del paese, hanno addirittura già raccolto una discreta cifra. Non si sa di preciso chi abbia realizzato quel crocifisso. Non si conosce neppure il tipo di legno usato: di fico, è sempre stato detto in paese. Studi approfonditi non ne sono mai stati fatti. Almeno fino al 2012 quando Maria Giulia Spada, giovane storica dell'arte di Seano che l'ha studiato per la tesi, ha ipotizzato, dopo un attento confronto con altre opere tra Lucca, Pisa e Siena, che la mano fosse di Nino Pisano, autore di alcune formelle sul campanile di Giotto a Firenze. Proprio dalla sua tesi, presentata nella rassegna "Tesi al centro" promossa dal Comune, tutto è partito. E' stato ottenuto il via libera dalla Soprintendenza e dalla Curia. Sono stati chiesti i preventivi per il restauro e alla fine è stato scelto il progetto della fiorentina Francesca Spagnoli. «Sarà un restauro più complicato del previsto» ammette. «Ma quest'opera ci è stata data in dono, emoziona solo a guardarla - conclude don Ernesto Moro, parroco di Seano - ed è giusto restaurarla per chi verrà dopo». Walter Fortini