In occasione della festa di Santa Barbara sabato (alle 10.30 a Palazzo Pretorio di Campiglia) verrà firmato il Protocollo d'intesa tra i parchi geominerari. La Toscana costiera e insulare possiede un contesto geologico naturale e un patrimonio ereditato dall'attività mineraria con caratteristiche uniche a livello internazionale. La valorizzazione di questo patrimonio e di queste potenzialità può essere effettuata creando un approccio integrato di tipo multidisciplinare, che sia in grado di coinvolgere come soggetti attivi i gestori di parchi geominerari, gli enti locali, ma anche enti accademici e di ricerca. Le miniere, con il relativo sistema di archeologia industriale e il complesso geologico e archeominerario, possono rivelarsi un importante strumento per lo sviluppo turistico in un'area piuttosto vasta come quella compresa nei Parchi della Val di Cornia, nelle Colline metallifere grossetane e nell'isola d'Elba. Da queste premesse e da questa consapevolezza nasce la volontà di dare vita a una collaborazione tecnico-scientifica reciproca e di promozione in modo coordinato delle aree archeominerarie della costa toscana e delle isole, attraverso la sottoscrizione di un protocollo d'intesa, che vede partecipi i Parchi della Val di Cornia, il Parco nazionale dell'Arcipelago Toscano, il Parco nazionale delle Colline Metallifere e il Parco Minerario dell'Elba, oltre ai comuni di Campiglia, Piombino e Rio Marina. Le finalità previste dal protocollo saranno realizzate tramite attività e progetti in cui verranno definiti i rispettivi impegni in termini di risorse e servizi e che potranno essere finanziati anche attraverso finanziamenti pubblici dell'Unione europea e del ministero dell'Ambiente. Per Luca Sbrilli, presidente della società Parchi Val di Cornia, «l'obiettivo del protocollo è quello di lavorare in sinergia e collaborazione con le altre amministrazioni delle Colline metallifere e dell'isola d'Elba per poter valorizzare e gestire al meglio i tre parchi a carattere minerario. Trattandosi di un unicum geologico e minerario, il nostro territorio necessita proprio di una gestione unica del patrimonio, con lo scopo di valorizzare e incrementare sempre di più il turismo in queste bellissime aree, ricche di storia e di antiche testimonianze». «Possiamo parlare di un vero e proprio passaggio storico - prosegue Sbrilli - mai avvenuto prima, dove i confini provinciali vengono abbattuti per costruire un lavoro in sinergia e collaborazione tra le varie amministrazioni. Il protocollo è inoltre un elemento importante non solo per il nostro patrimonio materiale ma anche per quello immateriale. Una storia millenaria che contraddistingue i nostri territori rispetto a tutte le altre realtà italiane e anche di tutta Europa. Purtroppo fino a oggi questo importante elemento di unicità era stato trascurato, ma dopo la firma di questa intesa partiremo per un nuovo sviluppo ed una nuova gestione». Anche il coordinatore del Parco archeominerario di San Silvestro, Debora Brocchini, spiega l'importanza di questo prossimo incontro: «Avendo contatto diretto con i visitatori, mi rendo conto di quanto sia importante comunicare efficacemente i contenuti storici e scientifici che rendono unico il nostro territorio. Io stessa richiamo spesso realtà archeologiche e minerarie contigue al parco per riuscire a dare una visione d'insieme del contesto. Ritengo che la creazione di percorsi tematici più ampi a carattere geologico e archeominerario, da sviluppare in collaborazione con gli altri parchi firmatari del protocollo, possa incontrare l'interesse sia dei turisti che di un pubblico di appassionati e di addetti ai lavori. Queste ultime due categorie di visitatori, che si muovono spesso in periodi alternativi a quelli di alta stagione, rappresentano un bacino di utenza ancora da sviluppare».(b.n.)