«Ok la valorizzazione archeologica di Capo Castello. Ma così, si comincia male». È quanto afferma l'associazione Legambiente Arcipelago toscano a cui sono arrivate alcune segnalazioni di lavori in corso alla villa che insiste sulla sommità di Capo Castello a Cavo e che consistono nell'ampliamento della stessa struttura esistente. La villa di cui si parla e che si sta ampliando (con un innalzamento di un piano) si trova in una delle aree paesaggistiche e archeologiche più delicate dell'Elba. Infatti, Capo Castello è il promontorio che si protende a Nord-Est verso il continente tra la spiaggia di Cala delle Alghe e quella del Frugoso. E' sempre stata un'area di grande fascino, visto che ospita o è meglio dire ospitava (lo denunciò Legambiente ormai molti anni fa) una villa marittima romana che è stata, nel tempo, progressivamente occupata prima da costruzioni di residenti e successivamente da seconde case. Fino alla fine del 1800 sulla sommità era presente una torre di avvistamento detta " Forte del Cavo". Successivamente sulle mura del forte fu costruita una casetta di qualche decina di metri quadrati che è passata di proprietà più volte. «Nel tempo spiegano da Legambiente la costruzione avrebbe avuto piccoli ampliamenti di volumi ma niente di importante rispetto alla costruzione originaria. Quello che si vede oggi è sia una completa ristrutturazione che un completo rifacimento del profilo di una costruzione in un'area delicatissima». Un intervento che si profila dopo pochi mesi dall'annuncio del sindaco galli, che intende portare avanti un progetto per la riqualificazione dell'area archeologica. «La possibilità di scoprire quello che rimane di una villa che era simile per complessità a quella della Grotte di Portoferraio dice Legambiente - è naturalmente una cosa ottima. Quindi plaudiamo all'iniziativa del Comune di Rio Marina. Ma se questa valorizzazione comincia dall'ampliamento di una villa in uno dei promontori paesaggisticamente e archeologicamente più delicati dell'Isola d'Elba non ci sembra si cominci bene». «Chiediamo quindi al Comune ed alla Soprintendenza di spiegare meglio il progetto di recupero e valorizzazione archeologica di Capo Castello e cosa questo comporti riguardo alla collaborazione dei proprietari delle varie ville che pare si siano resi disponibili. Invitiamo Comune e Soprintendenza conclude Legambiente a evitare che nell'area si realizzino altri interventi del genere, perché la valorizzazione e il recupero di un'area archeologica già ampiamente compromessa non può certo passare per l'ampliamento diffuso e la modifica strutturale delle moderne costruzioni esistenti».