LAVORI IN CORSO, INGRESSO VIETATO E BOISERIES SFREGIATE. L'EREDE: " OSPITERÀ L'ARCHIVIO DI ERNESTO BASILE, OTTOMILA DISEGNI" Barricati all'interno ci sono i dipendenti della soprintendenza che placcano i curiosi sulla soglia intimando loro di non fotografare e non oltrepassare l'ingresso. Le boiseries originali sono sfregiate da puntine da disegno e scotch da imballaggio dai quali pendono calendari omaggio, santini e biglietti da visita, e alle pareti le cicatrici delle recenti manutenzioni all'impianto elettrico. Mentre sul tavolo degli intellettuali di Palermo c'è l'ambizioso progetto di ricostruire villa Deliella, Villino Ida Basile sopravvive di stenti due isolati più a ovest. L'ultima residenza di Ernesto Basile è occupata dagli uffici della soprintendenza regionale ai Beni culturali e si presenta come un cantiere inaccessibile che rumoreggia al numero 15 di via Siracusa. Sono in molti a non sapere che ingoiato dai ponteggi ci sia un capolavoro liberty. Il destino dell'immobile è diventare sede della Fondazione Basile e primo museo di storia vivente. Il progetto va avanti dal 2004 e prevede che la Regione diventi uno dei quattro soci fondatori insieme ai tre eredi Basile. Il patrimonio fondativo sarà costituito dalla cessione della proprietà del villino stesso e da quella dell'archivio Basile. Dice Antonella Sorce Basile, che a rallentare l'iniziativa non sarebbe solo la burocrazia «ma anche gli impiegati della soprintendenza - continua - che sembrano non voler abbandonare l'edificio e che tacciono intenzionalmente sul futuro del villino. Seppur con una lentezza asfissiante la Fondazione sarà fatta. Con ottomila disegni e 14mila carte di documenti siamo in grado di ricostruire filologicamente tutti gli ambienti dell'abitazione».