GIULIANO Volpe è il presidente del Consiglio superiore dei beni culturali. Ieri all'Archeologico si è presentato il suo ultimo libro "Patrimonio al futuro". Professore Volpe, la rivoluzione dei musei che effetto può avere a Napoli? «La Campania è un laboratorio dove sperimentare nuovi modelli di gestione del patrimonio culturale, perseguendo l'integrazione tra i musei autonomi e la rete museale locale. La Campania oggi può contare su persone di grande qualità, a partire dai nuovi direttori dei 4 musei autonomi e dalla responsabile del Polo museale regionale. Inoltre c'è la nuova amministrazione regionale: ho sentito il presidente De Luca alla Borsa del turismo di Paestum, ha fatto un discorso concreto, puntando sulla necessità di dotare la regione di infrastrutture per ampliare l'offerta turistica. Quindi, veramente, per Napoli, la Campania, ma direi per l'intero Mezzogiorno, questo è un momento da non sprecare». Da presidente del Consiglio superiore cosa si aspetta? «Sono entusiasta perché con il ministro Franceschini, la riforma, i nuovi musei, le 500 assunzioni e i 490 milioni di euro del Pon Cultura, ci sono le condizioni irripetibili per il rilancio dei beni culturali. Ma sono anche preoccupato per il rischio di bucare questo appuntamento». Cosa la preoccupa? «Ci sono molte resistenze, diffuse, da parte della burocrazia. Ne ho prova girando da nord a sud, dove trovo molto entusiasmo, ma anche tanta riluttanza». Cosa si può fare per migliorare l'offerta e creare lavoro? «In Campania come al Sud vanno valorizzate le mille forme di gestione del patrimonio culturale che vengono dal basso. Promuoverò una giornata nazionale rivolta a cooperative, piccole associazioni, gruppi che si prendono cura di musei e monumenti, perché penso che tutto questo andrebbe valorizzato e coordinato. Siamo di fronte a una grande chance per attivare la piccola imprenditorialità locale e creare posti di lavoro. Quello che un visitatore può mangiare in un museo non è meno importante di come è esposta un'opera d'arte. Bisogna avere cura del visitatore se vogliamo che torni, all'anfiteatro di Capua c'è una bella esperienza in tal senso. Lo Stato gestisca direttamente grandi siti e musei, ma favorisca l'affidamento all'esterno in gestione degli altri siti». Sebastiano Maffettone, consigliere del governatore De Luca, propone la Scuola di management per la cultura a Ravello. «Ben venga, ma mi auguro che tutto sia coordinato con la Scuola nazionale del patrimonio e la Scuola di Pompei per evitare uno spreco nel moltiplicare i luoghi della formazione ».
Volpe: "La cultura qui ha il laboratorio"
Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei beni culturali, ha presentato il suo libro "Patrimonio al futuro". Ha parlato della rivoluzione dei musei a Napoli e della Campania, che è un laboratorio per sperimentare nuovi modelli di gestione del patrimonio culturale. La Campania ha persone di grande qualità, come i nuovi direttori dei musei autonomi e la responsabile del Polo museale regionale. Volpe è entusiasta della riforma dei musei e delle 500 assunzioni, ma preoccupato per il rischio di bucare l'appuntamento. Ha proposto una giornata nazionale per valorizzare le cooperative e le associazioni che si prendono cura di musei e monumenti.
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