SIRACUSA. La rivoluzione turistico- culturale firmata Google parte da Siracusa. Il "Paolo Orsi" è il primo museo archeologico al mondo a regalare passeggiate virtuali tra le opere d'arte sfruttando la realtà aumentata e le tecnologie sofisticate della Street View di Google maps. L'istituzione regionale siracusana, annoverata tra i poli museali archeologici più importanti d'Europa, è stata oggetto di un progetto- pilota avviato nel 2013 da Google con uno staff tutto siciliano che ha trasformato il "Paolo Orsi" nel pioniere multimediale del turismo 2.0. Per farlo ci sono voluti due anni di lavoro e 3.924 immagini scattate dal ragusano Gianfranco Guccione, fotografo ufficiale di Google, su reperti scelti e analizzati dalle archeologhe catanesi Elisa Bonacini, curatrice del progetto, e Giusy Monterosso. Il risultato è on line: mappe interattive e virtual tour a 360 gradi con schede descrittive di una silloge di opere che narra la storia della Magna Grecia. Tutto nasce nel 2013 quando Google chiese all'assessorato regionale ai Beni culturali, allora guidato da Maria Rita Sgarlata, di sperimentare a costo zero per la Regione il progetto e firmare una convenzione con Google Business Photo. «Quanto realizzato a Siracusa non ha paragoni al mondo spiega Elisa Bonacini Per la prima volta, le opere di un museo archeologico sono accessibili su mappe interattive e come punti di interesse all'interno delle vetrine: un tradizionale tour virtuale su Google Street View viene così trasformato in un tour "aumentato" delle collezioni. Google, infatti, pur consentendo nei musei presenti su Art Project di visualizzare in 2D alcuni reperti all'interno di un percorso virtuale, non va oltre le foto statiche. Cliccando sulla mappa del museo Orsi, invece, si "guarda" l'oggetto addirittura meglio che dal vivo poiché può essere ruotato virtualmente» . Così, si potrà ammirare il retro del Cratere di Antimene o esaminare i dettagli del Bronzetto di Adrano o, ancora, scoprire la policromia nascosta del Leoncino rinvenuto nel giardino Spagna di Siracusa. «Per giungere a questo risultato è stato creato un software specifico dice Bonacini e virtual tour accessibili da qualsiasi dispositivo. Una rivoluzione a costo zero» . Il progetto può essere implementato fino a trasformarsi in un catalogo multilingue, geolocalizzato su Street View e fruibile anche in modalità audio. «L'idea commenta Maria Rita Sgarlata era di coinvolgere poi musei meno accessibili come quello di Aidone. Google vuole investire sul nostro patrimonio e, a gennaio, inizierà a lavorare su un altro monumento per un secondo progetto pilota a livello internazionale » . Su questo monumento il colosso del web ha imposto il massimo riserbo ma lo staff siciliano è già all'opera così come per tradurre in inglese le schede del museo di Siracusa. «Un'occasione imperdibile per svecchiarci e attrarre un nuovo pubblico», commenta Gioconda Lamagna, direttrice del "Paolo Orsi". Ma quella di Google è soprattutto un'opportunità gratuita per colmare le annose lacune in termini di valorizzazione e promozione dei musei regionali senza portali web né servizi aggiuntivi. «La Sicilia arriva in ritardo dice Giuliano Volpe, presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali e l'auspicio è che possa essere un punto di partenza. Le visite virtuali attraggono turisti, abbattono le barriere e consentono a un pubblico ampio e variegato di ammirare il patrimonio culturale di un territorio. Sono uno strumento democratico oggi imprescindibile».
Tour dei reperti in un click Google sceglie Siracusa per il primo museo virtuale
Il museo archeologico "Paolo Orsi" di Siracusa è stato scelto da Google per sperimentare un progetto di realtà aumentata e virtual tour. Il progetto, avviato nel 2013, ha richiesto due anni di lavoro e 3.924 immagini scattate da un fotografo ufficiale di Google. Il risultato è un'esperienza di visita virtuale che consente di esplorare le opere d'arte del museo in modo interattivo e 360 gradi. Il progetto è stato realizzato a costo zero per la Regione e può essere implementato in altri musei regionali. Google ha anche annunciato di lavorare su un altro progetto pilota a livello internazionale.
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