Ricordi il rumore del motore di una vecchia automobile? E com'era esattamente lo schiocco delle sedie degli antichi cinema, quelle con il sedile in legno e velluto che quando ti alzavi tornava velocemente al suo posto contro lo schienale? E gli zoccoli di un cavallo sul selciato, la campana dei vigili del fuoco, il gesso che si spezza sulla lavagna, come arrivavano alle tue orecchie? Il passato si può raccontare in molti modi, evidentemente, ma per chi non riuscisse con le proprie forze a richiamare alla memoria quei suoni, o non li ha mai sentiti, esiste un sito, workwithsounds. eu, che registra e mette a disposizione degli utenti i rumori scomparsi (o quasi) della società industriale: non solo relativi al lavoro, peraltro, perché girovagando per il sito è possibile ascoltare lo scricchiolio del pavimento (assai accidentato) di un museo viennese. Sono oltre seicento i suoni raccolti in due anni, e l'idea è quella di radunarli e preservarli: a curare il progetto, ben sei musei europei, dalla Polonia alla Finlandia. E a proposito di Europa: c'è un hashtag, su Twitter, che sarà interessante seguire, EuropaTheSequel. È un progetto della Scuola Holden ( scuolaholden. it europa- the- sequel) con cui si cercano risposte a una domanda comune, laddove la comune narrazione dell'Europa sembra invece latitare: «vogliamo provare a scrivere il sequel di una storia che, alla sua prima puntata, era fantastica: diverse comunità che si sono macellate per secoli decidono, in tempi brevissimi, di diventare un unico organismo, facendo una scelta per la pace straordinaria, che coinvolge i confini, la moneta, la convivenza ». Le risposte stanno arrivando. Il sito anche.