L'AUTORITÀ anti-corruzione di Raffaele Cantone ha messo sotto la lente d'ingrandimento i possibili ritardi, anche più di un anno, nella realizzazione della stazione di San Giovanni della metro C dovuti alla realizzazione di uno spazio museale secondo un progetto della Sovrintendenza archeologica guidata da Francesco Prosperetti e di un gruppo di lavoro della Sapienza che ha eseguito gli scavi lungo la linea. Dopo aver ricevuto l'esposto dall'ex consigliere dem Athos De Luca Cantone lo ha girato all'ufficio vigilanza lavori pubblici dell'Authority, lo stesso che ha già indagato sul complesso dei cantieri della metro C. E intanto il presidente della stazione appaltante Roma Metropolitane, Paolo Omodeo Salè, che già ha fermato alcuni lavori relativi a tamponature che potrebbero non essere adatte al "museo della stazione", pensa di aspettare solo fino al 31 gennaio per avere un progetto definitivo e decidere. «Non si può non tener conto» spiega «che quello della soprintendenza è un piano tardivo che impatta sulla conclusione dei lavori, che già ha otto mesi di ritardo rispetto al tempo stabilito del 1 gennaio 2016». La fine dei lavori della stazione di San Giovanni della metro C è prevista nell'autunno del 2016. Ma ora tutto è sospeso alla decisione da prendere, sulla quale «l'ultima parola» aggiunge Salé «spetta al Commissario Tronca». A proposito del progetto di uno spazio espositivo, il soprintendente Prosperetti aveva difeso la sua idea su Repubblica. «La qualità architettonica delle stazioni della metro C» aveva affermato «è praticamente assente. Noi vogliamo che a San Giovann gli arredi della stazione si arricchiscano con reperti affiorati durante gli scavi e con tavole illustrative. E il costo non credo supererebbe i 200 mila euro». Ribatte De Luca: «Questi ulteriori ritardi potrebbero far comodo a Metro C che rischia di pagare penali per non aver rispettato i tempi di consegna per San Giovanni».