LA prima volta di Dario Franceschini alla Nazionale. Il ministro dei Beni culturali, ieri a Firenze per partecipare a Buy Tourism Online, la kermesse dedicata al turismo digitale, ha voluto vedere la Biblioteca dove non era mai entrato. La visita è durata due ore e mezzo, ad accompagnare Franceschini è stato il neodirettore Luca Bellingeri che gli ha mostrato tutte le sale e gli archivi. «Ho ammirato manoscritti magnifici ed edizioni rare», dice il ministro lasciando la Nazionale. «Abbiamo parlato di molte cose, io ho soprattutto ascoltato e ho voluto capire di persona quali siano i problemi della struttura, primo tra tutti la mancanza di spazi adeguati. Ora che la Biblioteca ha ottenuto il triplo dei fondi ricevuti finora si può davvero pensare a fare degli investimenti. E non mi dispiacerebbe che si potesse creare una zona museale, indipendente dalla parte frequentata dagli studiosi, con ingresso a pagamento». IL CASO L'idea del percorso espositivo trova subito in sintonia Bellingeri, che però frena gli entusiasmi: «Ci vorrà tempo, questi sono programmi che non possono essere realizzati subito, bisognerà creare un secondo ingresso solo per i visitatori e separare la zona aperta al pubblico e ovviamente gratuita da quella a pagamento», avverte. Ma è chiaro che a Franceschini la prospettiva di accrescere le fonti finanziarie della Biblioteca sembri interessante. «In Europa funziona così in tutte le grandi biblioteche», dice il ministro, «credo che non darebbe alcun fastidio agli studiosi, basta garantire che la biglietteria sia sistemata in una zona separata ». La Nazionale, questa è un po' la logica che muove il ministero e il nuovo direttore, potrebbe entrare a pieno titolo nel circuito turistico fiorentino, sfruttando da una parte la vicinanza a Santa Croce, Palazzo Vecchio, Uffizi e Lungarni e dall'altra la forza attrattiva dei suoi tesori bibliografici, a cominciare dalle prime edizioni illustrate della Commedia che da sole basterebbero a giustificare una visita. A Franceschini il direttore ha mostrato anche le coperture che avevano ceduto sotto il temporale e le sale dei piani superiori in cui sono conservate le prime "copie" di Dante e Petrarca. Alla riunione del Bto il ministro aveva parlato della capacità di espansione delle città d'arte: «Abbiamo in Italia un anno di crescita forte: alla crescita costante del turismo internazionale si è aggiunta la crescita del turismo interno», sostiene Franceschini. «Certo quello del turismo è un mercato globale in enorme crescita: ci sono paesi che stanno lavorando su questo, non possiamo vivere seduti sugli allori, bisogna competere con il turismo internazionale e dobbiamo farlo anche dal punto di vista strategico organizzando i flussi in entrata, in modo sostenibile, con numeri compatibili con il nostro sistema, che non può puntare solo sulle grandi capitali dell'arte». Franceschini ha poi affrontato la questione delle fondazioni lirico sinfoniche, sempre con i conti in bilico: «Non aumenteremo i finanziamenti», taglia corto. «Gli enti lirici hanno già risorse, sono il settore con le risorse maggiori da parte dello Stato, più di 330 milioni. Dunque non ce ne saranno altre. Stiamo ragionando in queste ore in Parlamento se allungare i tempi dei piani di rientro, questo sì. Ma risorse aggiuntive non ne daremo». L'ultima questione che Franceschini ha discusso con Bellingeri riguarda la possibilità di allestire l'emeroteca nella ex caserma "Curtatone e Montanara" vicina a piazza Cavalleggeri, che offrirebbe una superficie di oltre 4.000 metri quadrati. Il progetto di "ampliamento" esterno permetterebbe alla Nazionale di archiviare la produzione editoriale, cartacea e digitale, che la biblioteca acquisirà nei prossimi decenni. Quello dello spazio è uno dei grandi problemi della struttura fiorentina. Dal 2016 ogni anno arriveranno dallo Stato 3 milioni di euro. Ieri Franceschini di fronte al direttore ha confermato che il contributo «rimarrà stabile su questa cifra e non si limiterà al 2016». Bellingeri, che considera la visita del ministro un segnale anche di riguardo e sostegno nei suoi confronti, riconosce che «le biblioteche, tutte, hanno alle spalle un periodo difficile, con una spoliazione continua di risorse e personale. La buona volontà permette di fronteggiare una situazione del genere quando dura uno, due anni, ma se la crisi si protrae è inevitabile che le conseguenze si riflettano sugli utenti», dice il direttore. «Questo nuovo finanziamento, che si spera confermato per i prossimi anni, insieme alla previsione di 500 nuove assunzioni nei beni culturali, fanno sperare in una storia diversa». Appena insediato nel suo nuovo incarico, il 18 novembre scorso, Bellingeri, romano, che era stato sette anni direttore della Biblioteca Estense di Modena, ha annunciato l'intenzione di rafforzare con nuove assunzioni il laboratorio di restauro dei libri e di investire sulla tecnologia digitale. «Posso contare su un personale qualificatissimo che in questi anni difficili ha dato il massimo», dice. «La prima priorità è restituire alla biblioteca il suo ruolo nazionale».
Il ministro in Nazionale "Avete dei capolavori create la zona-museo"
Riassunto in 200 parole:
Il ministro dei Beni culturali, Dario Franceschini, ha visitato la Biblioteca Nazionale di Firenze, accompagnato dal neodirettore Luca Bellingeri. Franceschini ha ammirato i manoscritti e le edizioni rare, e ha parlato con Bellingeri dei problemi della struttura, come la mancanza di spazi adeguati. La biblioteca ha ottenuto il triplo dei fondi ricevuti finora, e Franceschini ha espresso l'idea di creare una zona museale con ingresso a pagamento. Bellingeri ha frena gli entusiasmi, sottolineando che ci vorrà tempo per realizzare i progetti e creare un secondo ingresso solo per i visitatori.
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