L'associazione Italia Nostra e 73 residenti della zona del Qt8, con un autofinanziamento di oltre 24mila euro, fanno ricorso contro il progetto di riqualificazione del Giardino dei Giusti, il luogo al Montastella in memoria di uomini e donne che nel mondo hanno difeso i diritti di tutti. Il progetto proposto dall'associazione Gariwo, e approvato dalla giunta Pisapia, prevede un auditorium, camminamenti e muri «troppo invasivi » secondo i cittadini (sopra un rendering del progetto). Il Consiglio di zona 8 si era opposto. E ora gli abitanti fanno ricorso al Tar contro la delibera del Comune che dà il via libera. «C'è un contrasto con la destinazione a verde urbano impressa all'area dal vigente Pgt», si legge nel ricorso. «Il progetto deturpa un posto meraviglioso ma ha anche vizi procedurali dicono i ricorrenti i lavori sono stati affidati senza una gara pubblica e l'ascolto della città è stato quasi nullo». Replica Gabriele Nissim, presidente dell'associazione Gariwo: «Non c'è stata alcuna manovra sordida come i ricorrenti vogliono far intendere: abbiamo discusso il progetto per un anno e mezzo e c'è il via libera anche della sovrintendenza». (i. c.)
"Giardino dei Giusti troppo cemento" Italia Nostra e abitanti fanno ricorso al Tar
L'associazione Italia Nostra e 73 residenti della zona del Qt8, con un autofinanziamento di oltre 24mila euro, fanno ricorso contro il progetto di riqualificazione del Giardino dei Giusti, il luogo al Montastella in memoria di uomini e donne che nel mondo hanno difeso i diritti di tutti. Il progetto proposto dall'associazione Gariwo, e approvato dalla giunta Pisapia, prevede un auditorium, camminamenti e muri troppo invasivi secondo i cittadini (sopra un rendering del progetto). Il Consiglio di zona 8 si era opposto. E ora gli abitanti fanno ricorso al Tar contro la delibera del Comune che dà il via libera. C'è un contrasto con la destinazione a verde urbano impressa all'area dal vigente Pgt, si legge nel ricorso. Il progetto deturpa un posto meraviglioso ma ha anche vizi procedurali dicono i ricorrenti i lavori sono stati affidati senza una gara pubblica e l'ascolto della città è stato quasi nullo. Replica Gabriele Nissim, presidente dell'associazione Gariwo: Non c'è stata alcuna manovra sordida come i ricorrenti vogliono far intendere: abbiamo discusso il progetto per un anno e mezzo e c'è il via libera anche della sovrintendenza. (i. c.
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