Questo l'identikit del campione dell'antichità. Circa 2500 anni fa partecipò a quattro edizioni dei Giochi Panatenaici, che si svolgevano ad Atene ogni quattro anni nel mese di agosto. Reperto molto noto al mondo degli studi archeologici, nel 2008 fu trasferito per alcune settimane in Cina per un'importante mostra ospitata al World Art museum di Pechino, proprio in occasione dei XXIX Giochi olimpici. Una storia rocambolesca, quella di quest'uomo, la cui tomba, riccamente decorata, fu rinvenuta nel 1959 al civico 9 di via Genova, durante i lavori costruzione delle fondamenta di un edificio. Finalmente troverà la sua adeguata collocazione negli spazi attualmente in ristrutturazione del museo tarantino, mentre ad oggi riposa è il caso di dirlo nei depositi. Un problema diffuso in Italia, quello dei capolavori conservati nei depositi; stessa sorte è toccata allo Zeus del 530 a.C., capolavoro assoluto della scultura che le neo direttrice del museo, la studiosa Eva Degl'Innocenti, ha promesso di esporre dopo il suo insediamento, in programma nelle prossime settimane. Si preannunciano pertanto mesi di grandi rivoluzioni per il museo archeologico nazionale, che per storia e collezioni, è tra i più importanti d'Europa. Il deputato M5S aveva presentato l'interrogazione «al fine di impedire - spiega - che una delle maggiori testimonianze dell'arte funeraria ionica di età arcaica cadesse nell'oblio».