L'incontro con Maffettone a Donnaregina. "Facciamo rete, è un momento di svolta per Napoli e la Campania" La Regione ai direttori dei musei: "Lavoriamo insieme a un Expo della cultura" Paolo Giulierini, Gabriel Zuchtriegel, Mariella Utili, Massimo Osanna e Mauro Felicori STATI generali dell'arte nel gennaio 2016 e poi l'Expo della cultura da tenersi ogni anno in tutta la Regione coinvolgendo musei, centri di ricerca, università, mondo dell'informazione e della creatività, attorno a un tema unico. È questa la proposta che il filosofo Sebastiano Maffettone, consigliere alla cultura del governatore Vincenzo De Luca, lancia ai direttori dei musei autonomi della Campania nell'incontro promosso dalla soprintendenza di Pompei, Electa e fondazione Donnaregina al Museo diocesano. Maffettone, da una settimana anche presidente della fondazione Ravello, annuncia anche l'istituzione di una scuola di management per i beni culturali e artistici nella cittadina amalfitana, che consentirebbe di destagionalizzare l'offerta. «Si può fare - spiega Maffettone - è finanziabile, facciamo un accordo di programma e partiamo: il 23 per cento dei fondi europei in Campania sono destinati ad ambiente, cultura e turismo». Il club dei direttori muove i primi passi e inizia a elaborare strategie, a immaginare iniziative, «a fare rete», come invoca Massimo Osanna. «È l'inizio di un cammino insieme. Le soprintendenze sono state troppo chiuse - dice Osanna - oggi vedo un fermento positivo. Lavorare insieme serve anche per redistribuire i flussi turistici e allentare la pressione su Pompei, 3 milioni di visitatori». Punta al valore del museo come «strumento di dialogo» il direttore di Paestum Gabriel Zuchtriegel, mentre Mauro Felicori, che guida la Reggia di Caserta si chiede: «Quanto impara oggi chi visita un museo? E quanto ha voglia di tornarci? La sfida di tutti noi è di come rendere più accattivante l'esperienza museale». Soprattutto con l'apertura del turismo culturale ai mercati extra-europei, come ricorda Paolo Giulierini, direttore dell'Archeologico: «La nostra narrazione museale è rivolta prevalentemente al pubblico di cultura occidentale, dobbiamo attrezzarci per i nuovi pubblici ». Da Giulierini la richiesta alla Regione di «veicolare all'estero il messaggio di una Campania che ha arte, beni culturali » perché «chi viene qui deve aver chiaro il quadro della nostra straordinaria offerta». Gabriel Zuchtriegel, l'archeologo tedesco che si sta occupando di Paestum, sottolinea il valore della raccolta fondi come senso di appartenenza al museo, aprendo al rapporto pubblico-privato, uno dei compiti al quale sono chiamati i nuovi direttori. Tentando di rompere quello schema che vuole la Campania fatta solo di Pompei. «La ricchezza del territorio deve emergere realmente - sottolinea Mariella Utili, direttore del Polo museale campano - e bisogna smetterla con gli assi preferenziali». Allora, il motivo-guida è: parlare al cittadino, non solo al turista. «Il pubblico è il nostro primo problema» ricorda Pierpaolo Forte aprendo la conversazione nel Museo diocesano. «I musei sono tutti diversi - aggiunge il presidente della fondazione Donnaregina - ma il pubblico resta fondamentale». «Il legame tra arte e pubblico - spiega il filosofo Maffettone - è intrinseco. L'arte vale in sé, non serve per fare altro, ma l'arte è un bene pubblico». I direttori Felicori, Giulierini e Zuchtriegel (Sylvain Bellenger non era a Napoli), il soprintendente Osanna, il direttore regionale Utili, il presidente Forte disegnano una rete possibile. Maffettone lo intuisce, e mette sul piatto due progetti. A partire dagli Stati generali dell'arte di gennaio nei quali individuare il tema per un anno di cultura in Campania. «Per il 2017 propongo come tema "25 secoli di contemporaneo". Un contenitore finanziabile: yes we can, facciamolo » aggiunge fiducioso.
NAPOLI-La Regione ai direttori dei musei: "Lavoriamo insieme a un Expo della cultura"
Il filosofo Sebastiano Maffettone ha incontrato i direttori dei musei autonomi della Campania per discutere di un progetto di Expo della cultura che coinvolgerebbe musei, centri di ricerca, università e mondo dell'informazione e della creatività. Maffettone ha proposto di creare una rete di collaborazione tra i musei e di lavorare insieme per redistribuire i flussi turistici e allentare la pressione su Pompei. I direttori dei musei hanno espresso la loro disponibilità a lavorare insieme e hanno iniziato a elaborare strategie e iniziative. Maffettone ha anche proposto di istituire una scuola di management per i beni culturali e artistici a Ravello e di creare un contenitore finanziabile per il progetto.
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