Epoche e luoghi si susseguono e si intrecciano tra le pagine di questa pubblicazione, preziosa non solo per la raffinata cura dell'editore ma soprattutto per il variegato concentrato di notizie che percorre i capitoli. "Abruzzo sul Tratturo Magno" è un librone (480 pagine, 68 euro) appena edito da Exòrma che sarà presentato nella capitale il 2 dicembre, all'Istituto nazionale di studi romani, con Umberto Broccoli e il direttore generale di Belle arti del Mibact, Francesco Scoppola. Curato da un'eminente studiosa, Letizia Ermini Pani, con la prefazione di Franco Salvatori, già presidente della Società geografica italiana, e i patrocini del ministero dei Beni culturali e della Società geografica italiana, il libro racchiude 850 fotografie a colori, cartografie, documenti storici e ben 25 contributi testuali di studiosi ed esperti accademici di diverse discipline, dall'archeologia medievale all'architettura, dalla geografia alla storia dell'arte. Paesaggio, archeologia e arte, borghi, architettura, tradizioni popolari e transumanza sono le voci del patrimonio culturale di questo bel volume che conduce il lettore nell'Abruzzo interno, lungo il tracciato del Tratturo Magno, dalla preistoria al pieno medioevo, da Amiternum a San Benedetto in Perillis. In questo angolo d'Abruzzo, tra la piana di Navelli e la conca aquilana, sul tracciato di antiche vie e dei tratturi, si deposita una storia millenaria, una storia in cui civiltà pastorale transumante e civiltà stanziale agricola si intersecano lasciando testimonianza in una lunga deriva di manufatti, storie, paesi, migrazioni e abbandoni, personaggi, monumenti. Un patrimonio materiale e immateriale che rischia di essere disperso, come si legge nel risvolto di copertina, condividendo un destino di tanti altri luoghi del pianeta, in una radicale trasformazione sociale, demografica e topografica. Attraverso la fotografia del paesaggio e delle architetture, abbandonate o recuperate e poi insidiate dal terremoto del 6 aprile 2009, il volume indaga le relazioni tra il sistema antropico e quello naturale, interroga la topografia antica, la cartografia e le mappe tratturali, l'archeologia, la storia dell'architettura, l'antropologia e la tradizione popolare, la toponomastica. Lo fa con gli interventi prestigiosi dei 25 autori ma anche con un'estesa campagna fotografica affidata ad affermati professionisti. Il risultato è un viaggio - scientifico ma dal registro divulgativo - alla scoperta del territorio, con l'obiettivo di valorizzarlo, di mettere in evidenza e di promuovere il patrimonio ambientale e culturale, in particolare del cosiddetto "cratere" aquilano, evidenziando come nel rilancio culturale, scientifico e produttivo del capoluogo regionale e dell'intero Abruzzo un grande contributo è dato dal Gran Sasso Science Institute. «L'Aquila deve recuperare la sua vocazione a polo culturale d'eccellenza, deve porsi l'obbiettivo di ricostruire la propria dimensione valorizzando i tesori dell'arte e dell'archeologia, dell'architettura, della musica e del teatro, della storia delle tradizioni, del paesaggio e, soprattutto, perseguendo la strada delle innovazioni e della ricerca» osserva Eugenio Coccia, presidente del Gssi (Gran Sasso Science Institute), nell'introduzione. «In questo senso, il Gssi si pone e deve essere considerato come uno strumento strategico di straordinaria efficacia che, insieme alle altre istituzioni della città e della regione, concorra a consolidare il profilo dell'Aquila come Città della conoscenza, Città della cultura e della scienza, sullo scenario nazionale e internazionale». Per la pubblicazione - scandita dai quattro capitoli Territorio e paesaggio, Viabilità, urbanizzazione e insediamenti, Decorare nel Medioevo e Transumanza e cultura materiale" - sono stati resi disponibili da università, musei e soprintendenze d'Abruzzo, oltreché dalla Società geografica italiana, materiali di grande pregio, talvolta inediti. Un valore aggiunto per quel racconto appassionante ed interdisciplinare di storia umana e natura custodito in "Abruzzo sul Tratturo Magno".