GRADISCA Sono stati finalmente scongelati i 950mila euro con cui verranno mossi i primi passi verso una prima riqualificazione e messa in sicurezza del castello di Gradisca. L'ufficialità è emersa nel corso di un vertice (con tanto di sopralluogo al compendio) fra il Soprintendente ai beni architettonici e culturali del Friuli Venezia Giulia, Corrado Azzollini, il direttore regionale dell'Agenzia del Demanio, Pierluigi Di Blasio, e gli amministratori comunali. Il finanziamento è quello di 950mila euro stanziato a suo tempo dall'immobiliare dello Stato, Arcus spa, a beneficio del Genio civile per la messa in sicurezza di alcuni edifici e camminamenti. «Il finanziamento è stato sbloccato a giugno ha spiegato l'assessore all'urbanistica, Alessandro Pagotto e questa è certamente una buona notizia. Agenzia del Demanio, Soprintendenza e Comune hanno convenuto sugli obbiettivi di questa operazione, che sono riportare innanzitutto il castello ad essere fruibile dalla cittadinanza. A suo tempo uno studio professionale gradiscano aveva redatto un progetto per la messa in sicurezza di alcuni edifici e di un camminamento: si tratta ora di rimodulare quel progetto e la cifra stanziata sulla situazione attuale, dal momento che da allora sono trascorsi alcuni anni e sono cambiate certe criticità. Ma di fatto per la prima volta ci sono le condizioni per un primo intervento». Tale intervento è solamente un piccolo, seppur significativo passo avanti nell'annosa questione del compendio castellano, dismesso dallo Stato nel 1984. A lungo termine c'è infatti l'obiettivo dichiarato della sua concessione cinquantennale a privati. A questo sta lavorando una "task force" composta da Demanio, Soprintendenza, Regione e Comune. Avrà il compito di individuare una possibile destinazione d'uso dell'area, ma soprattutto di andare a caccia di finanziamenti possibilmente europei che rendano l'ambizioso progetto in primis sostenibile, e in secundis attraente per un possibile investitore privato atteso ormai da tre decenni.