Non rientreranno in Piazza dei Miracoli nemmeno alla fine dei lavori al Museo delle Sinopie prorogati al 28 febbraio 2016. Confermata l'ubicazione in piazza Manin PISA. Le bancarelle del Duomo non rientreranno in Piazza dei Miracoli a conclusione dei lavori alla facciata del Museo delle Sinopie, lavori che sono stati ulteriormente prorogati fino al 28 febbraio 2016. Dopo tante incertezze, qualche tatticismo e varie ipotesi, il Comune ha messo nero su bianco la decisione frutto del protocollo con Regione e Sovrintendenza per l'applicazione del decreto Franceschini all'area monumentale del Duomo. L'atto è un'ordinanza a firma del dirigente Giuseppe Bacciardi in data 26 novembre, in via di notificazione ai 63 titolari di concessioni presenti in piazza Manin. Atto con il quale Palazzo Gambacorti definisce i tempi di permanenza di queste attività nella loro attuale sede; tempi che partono dalla data dell'atto fino alla conclusione dei lavori del comitato, previsto proprio nell'intesa Regione-Comune-Ministero dei beni culturali e deputato a decidere la compatibilità o meno delle bancarelle in piazza dei Miracoli. Il documento comunale ordina «al fine di assicurare la salvaguardia ed il decoro del sito piazza Duomo e dell'intero Unesco, di confermare nella piazza Manin l'ubicazione provvisoria degli operatori del mercato di piazza Duomo e di stabilire quale decorrenza iniziale della permanenza degli operatori la data di adozione del presente provvedimento e quale termine finale l'avvenuto formale recepimento a cura degli enti competenti delle risultanze dei lavori del comitato». A questo punto decade ogni collegamento tra la durata del trasferimento dei banchi da Piazza dei Miracoli e la conclusione dell'intervento di restauro della facciata del Museo delle Sinopie, come stabilito nella prima ordinanza (quella del 30 aprile 2012) dalla quale è partita la lunghissima vicenda e il braccio di ferro con i bancarellai. Quindi se a febbraio, come sembra scontato, i ponteggi saranno rimossi, vedremo per la prima volta la piazza senza più "lavori in corso", ma anche senza bancarelle. Quest'ultima ordinanza apre anche un'altra questione di non poca importanza, quella cioè del "Comitato interistituzionale per il decoro" previsto all'articolo 4 dell'intesa Regione-Comune-Ministero beni culturali. Nella prima bozza approvata dalle giunte di Regione e Comune, in data 27 settembre, il comitato era inserito ma senza la sua composizione completa. Il suo compito quello di individuare «le aree nelle quali sono da considerarsi vietati - si legge nel protocollo - gli usi e le attività non compatibili con la loro tutela e valorizzazione, e le aree nelle quali sono consentite a condizioni particolari determinate attività e comunque assicurandone il decoro mediante specifiche prescrizioni»; tutto questo entro il 31 marzo 2016. Ma quel protocollo ha avuto una modifica proprio nella parte riguardante il comitato, anzitutto con i nomi completi dei componenti messi nero su bianco nel "nuovo" articolo 4. Ma c'è anche un'altra novità in questa seconda stesura - evidentemente definitiva - del protocollo e riguarda i tempi in cui il comitato deve completare i suoi lavori. Scompare infatti l'indicazione del 31 marzo 2016 come data ultima, indicata nella prima bozza. I nuovi termini sono sei mesi, prorogabili. Così recita il comma: «Il comitato interistituzionale per il decoro dovrà completare i lavori entro sei mesi a far data dall'insediamento, scadenza prorogabile in accordo tra gli istituti coinvolti». Ovviamente, nel caso in cui il comitato decida per l'incompatibilità delle bancarelle in Piazza dei Miracoli, la palla passerà al Comune (e agli altri enti del protocollo) per gli adempimenti di propria competenza. In particolare, come si legge sempre nel protocollo, «per il rilascio di nuove autorizzazioni delle attività commerciali, la revoca delle autorizzazioni e delle concessioni di suolo pubblico non più compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e il trasferimento delle attività commerciali in una collocazione alternativa potenzialmente equivalente».